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Napoli – Annarita Patriarca, neoeletta consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia, ieri ha tenuto un ottimo intervento in assemblea. Precisa, puntuale, concentrata sui problemi. Si vedeva che il suo discorso era farina del suo sacco. Oggi, invece, ci permettiamo di sospettare che la sua lunghissima e confusa nota diramata alla stampa (che pubblichiamo integralmente), nella quale chiede le dimissioni del coordinatore regionale del partito, Domenico De Siano, sia stata scritta “conto terzi”.

De Siano ha i suoi limiti, come coordinatore regionale, ma tutti sappiamo che lo scontro con l’europarlamentare Fulvio Martusciello ha dilaniato il partito. La candidatura a presidente di Stefano Caldoro si è dimostrata politicamente fallimentare. Chiedere oggi le dimissioni di un coordinatore regionale pienamente legittimato da Silvio Berlusconi vuol dire mettersi contro il leader e fondatore del partito e contribuire ad alimentare un clima di tensione e di veleni, mentre si avvicinano le comunali di Napoli.

Ci permetterà, la Patriarca, come dicevamo, di sospettare che la nota con la quale chiede le dimissioni di De Siano, che non ci saranno, è stata probabilmente ispirata da Martusciello, suo grande elettore. Mettersi contro i vertici regionali e nazionali in un modo così eclatante, finirà probabilmente per relegarla al ruolo di rappresentante in consiglio regionale non di un partito, ma di una fazione interna, oltretutto di minoranza. Un pessimo inizio per una legislatura che, le auguriamo sinceramente, sarà invece proficua e soprattutto dedicata a risolvere i problemi dei cittadini, e non quelli dei suoi capicorrente.

IL COMUNICATO STAMPA DI ANNARITA PATRIARCA

“Il presidente Silvio Berlusconi è stato chiaro: bisogna rinnovare. Riprendere il dialogo con la società civile e aprirsi al confronto con le forze produttive e propositive della società. E noi siamo d’accordo con lui: c’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli. Senza i distinguo e gli steccati che, in questi anni, hanno depotenziato il messaggio e la proposta politica di Forza Italia sul territorio”. A dirlo è Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale. “Il richiamo all’inclusione è di sicuro la strada maestra. Una inclusione vera, però, lontana da quel modello che, in questi anni, ha visto molti dirigenti azzurri abbandonare il nostro partito e trovare ospitalità altrove. Le ultime dichiarazioni del coordinatore regionale Domenico De Siano arrivano purtroppo in ritardo e finiscono per diventare un mea culpa per tutti gli errori gravi commessi. Chi ha resistito, nonostante un clima non inclusivo, lo ha fatto solo per amore di Forza Italia e perchè profondamente convinto della visione liberale e democratica del nostro presidente, Silvio Berlusconi. Una visione che, in Campania, ha trovato lo sbarramento di una parte del partito che si è di fatto consegnata al disimpegno mortificando uno straordinario movimento politico di massa, fortemente radicato sul territorio”. “Sono stati allontanati non solo i più qualificati esponenti della società civile ma gli stessi quadri politici costretti a subire visioni miopi e chiuse che di politico non hanno nulla. E che poi, alla prova dei fatti, non hanno prodotto i risultati sperati. Compresi alcuni celebri e presunti “feudi” elettorali, dove, malgrado il potere esercitato in maniera cosi’ penetrante, i risultati alle urne sono stati tutt’altro che felici. Molti hanno lavorato in condizioni di difficoltà inspiegabili – ha continuato il capogruppo azzurro – spesso osteggiati nella formazione delle liste per le regionali e per le amministrative. Riuscendo comunque ad evitare una debacle e mantenendo un risultato elettorale in linea con gli altri partiti alleati. Costoro, dunque, non possono in alcun modo essere considerati “nemici” essendosi, con sacrificio e impegno personali, fatti carico, al posto di altri, dell’onere di organizzare il partito per le competizioni elettorali>. “Chi guida un partito non impone mai le sue decisioni, ma le condivide con la base a maggior ragione se lo stesso non coltiva il rapporto con il territorio. E soprattutto non scade nell’invettiva personale nei confronti di chi, solo ed esclusivamente ai suoi occhi, può rappresentare una “minaccia”. Le argomentazioni politiche qualificano il politico che le dispiega. Quando si scende sul piano personale, ogni dialogo si interrompe. E, infine, una valutazione di carattere generale che in politica vale da sempre: chi perde resta in squadra ma cede il passo. Sia per propria dignità sia per dare la possibilità al partito di rigenerarsi e di offrire all’elettorato finalmente una valida alternativa. Non ammettere la sconfitta e restare inchiodati al proprio posto sono indici di debolezza. In questi casi sarebbe meglio rendersi disponibili al tanto auspicato rinnovamento. Il sen. De Siano, tenuto conto del suo ruolo istituzionale, può decidere di lasciare l’organizzazione del partito in Campania per dedicarsi all’attività parlamentare a Roma, in questi mesi di particolare impegno per il mondo politico. Dando cosi’ la possibilità a chi vuole davvero lavorare sul territorio di realizzare la visione liberale e democratica del nostro presidente Silvio Berlusconi”.