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Siamo già in clima elettorale. Antonio Bassolino dopo il suo coming out con l’abbandono del partito democratico inizia a mettersi sotto i riflettori. Così, oggi intervistato a Repubblica da Dario Del Porto, l’ex sindaco e governatore della Campania ha spiegato i motivi dello strappo.

“Il Pd da solo rischia di passare di sconfitta in sconfitta. Possiamo farcela se si costruisce un campo largo. Per questo – ha aggiunto Bassolino – il mancato invito a Prodi alla festa dei dieci anni del Pd è grave. Noi non dobbiamo avere la testa all’indietro, l’Ulivo fa parte di una stagione passata, ma resta il metodo. Il tema dell’includere è giusto. Per questo ho guardato con fiducia a Pisapia, ho apprezzato l’iniziativa di Pietro Grasso. E nel Paese ci sono tante altre forze esterne al Pd che possono dare contributo per cercare spostare voto dall’astensionismo alla politica”.

Poi, però, non riesce a resistere alla tentazione velenosa di lanciare una frecciatina ai suoi ex compagni di partito e lodare gli oppositori politici a 5 stelle: “Conta ancora il rapporto fisico con i cittadini, non solo i social. Mi colpì molto, ad esempio, quando Beppe Grillo attraversò a nuoto lo Stretto di Messina: voleva dire ai siciliani, vengo ad abbracciarvi. I Cinque stelle riscoprono il comizio, l’andare nei mercati, il rapporto in carne ed ossa. Se si fa questo ci si può riavvicinare agli elettori”.

Bassolino ha quindi lanciato un appello per “una casa comune del centrosinistra per i tanti senzatetto, da Prodi a tanti cittadini che incontro anche io in strada. Io mi impegnerò per questo”.

Parlando di legge elettorale invece sostiene che “mettere la fiducia su una brutta legge elettorale come questa, che paradossalmente era pensata per sfavorire i 5 Stelle, sta creando un vento verso il Movimento e lo vedremo già in Sicilia dove la battaglia è ormai tra M5S e centrodestra”. Per Bassolino la situazione del Pd in Sicilia è “di una battaglia drammaticamente difficile, perché nel partito non si è mai riflettuto sugli errori delle sconfitte. Penso alle amministrative dello scorso anno da Torino, Roma, Trieste e a Napoli dove non si e’ arrivati neanche al ballottaggio”. Bassolino ha criticato in particolare del Rosatellum: “l’assenza del voto disgiunto che, come dice il barista dove faccio colazione, non rende la legge seria, perché io voto un candidato ma ne eleggo un altro”.