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Un tragico incidente, una fatalità: con queste motivazioni la magistratura tedesca ha archiviato le indagini sulla morte di Lavinia Trematerra, la bimba di 7 anni, originaria di Napoli, schiacciata da una statua di marmo di un albergo a Monaco di Baviera. La bimba era in vacanza con la famiglia in Germania quando, nell’ultima giornata bavarese, è successo il misfatto con il grosso blocco marmoreo che è crollato sul corpo della bimba mentre stava giocando nel giardino dell’albergo in cui era con la famiglia.
Inutili i soccorsi immediati prestati dal padre, per la bimba non c’è stato nulla da fare, le ferite riportate erano troppo gravi.
Due anni di indagini e alla fine per la magistratura tedesca non è stato possibile definire responsabilità e colpevoli.
Una decisione che sconcerta, soprattutto la famiglia di Lavinia. Chiuso il procedimento in Germania, resta aperto in Italia con gli inquirenti che stanno analizzando le carte per capire come muoversi, specie in termini di giurisdizione. Insomma, qualcosa può ancora accadere per dare giustizia a una famiglia che ha perso una bimba per un motivo che, almeno in Germania, non ha colpevoli e responsabiità.
 
Una perizia ha stabilito che da un punto di vista strutturale non sono stati violati i requisiti di legge quando la statua è stata eretta. Né è stato possibile stabilire che non fossero state adottate le necessarie misure di sicurezza”: lo ha scritto all’ANSA una portavoce della prima Procura di Monaco di Baviera rispondendo alla domanda sul perché sia stata archiviata l’indagine sulla morte di Lavinia Trematerra, la bambina napoletana di sette anni deceduta nell’agosto di due anni fa dopo essere stata schiacciata da una statua di marmo all’interno di un albergo del capoluogo bavarese dove si trovava in vacanza con la famiglia.
Il fatto che un bambino si arrampichi su una statua in giardino e, che di conseguenza questa cada, non costituisce una violazione dell’obbligo di diligenza ai sensi del diritto penale”, ha ricordato la portavoce della “Staatsanwaltschaft Muenchen I” senza aggiungere altro sull’archiviazione di cui si era appreso ieri.