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Napoli – Il nuovo Napoli di Gattuso ieri sera ha compiuto l’epica impresa di battere la Juventus. Ma all’inizio della partita c’è stato un simpatico siparietto durante l’ingresso in campo dei giocatori che in pochi hanno notato. Come sempre i 22 giocatori delle due squadre sono stati accompagnati da altrettanti bambini. Metà vestivano la maglia del Napoli e l’altra metà vestivano quella della Juventus. Ma nel momento in cui la telecamera passa in rassegna tutti i giocatori, un bambino con indosso la maglia bianconera fa un rapido gesto della mano. Con il dito indice fende l’aria per dire “no” mentre con l’altra mano si alza la maglia. Inequivocabilmente vuole dire: “NO, questa non è la mia maglia”.
Così fa segno, con un gesto tipico dell’istinto genuino dei bambini. Un simpatico aneddoto che però forse racchiude molto di più. Racconta di una sfida secolare e di una rivalità insuperabile. Un gesto che porta alla mente il “Pocho” Lavezzi durante un altro Napoli-Juve, in cui decise di essere l’unico giocatore a non abbracciare gli juventini nella foto di rito con i giocatori mischiati. E che non può far venire alla mente Diego Armando Maradona, l’unico D10S che è riuscito a far vincere Davide contro Golia, che ha rifiutato i soldi degli Agnelli e che ha detto “un vero argentino non gioca a Torino”. Epici momenti di rivalità che fanno da contraltare ai grandi tradimenti che negli ultimi anni il popolo azzurro ha dovuto subire. Prima quello di Gonzalo Higuain, che con la sua classe e i suoi gol aveva incantato il San Paolo e aveva fatto sognare in grande. Per poi fuggire, come un ladro nella notte, senza un saluto o una dichiarazione. Proprio dai nemici giurati, quelli di sempre, quelli che rubano il sogno napoletano.

Poi l’altro tradimento, ancora più grande. Quello che ogni napoletano ancora tema di sognare durante la notte, quello che probabilmente non guarirà mai neanche sotto una montagna di fischi. Il tradimento del comandante Sarri, l’uomo che con il suo calcio spettacolare e la sua filosofia ha fatto vivere momenti indimenticabili a tutta la città. L’uomo dei record, l’uomo che più di tutti ci ha fatto sognare di tornare ad essere campioni. L’uomo che a più riprese durante le interviste aveva usato parole dure contro la Juventus e contro i favori arbitrali. Ma l’uomo che per una manciata di milioni in più ha abiurato tutto e ha indossato la casacca bianconera. La maglia che da sempre nell’Italia calcistica rappresenta il potere da battere, il palazzo da conquistare per chi dal basso vuole volare verso i propri sogni. E allora quel bambino ha fatto molto più di un simpatico siparietto. Ha dato uno schiaffo morale ai traditori e portato buon auspicio per la vittoria. Ha suggellato quella rivalità sportiva che ha sempre contraddistinto il calcio italiano e che probabilmente non passerà mai. Davide contro Golia, aspettando un nuovo Maradona ma che “No”, questa maglietta bianconera non sarà mai la nostra.

L’intervista ai microfoni di Teleclubitalia 

eccolo!!!!bocca della verità ah ahil bimbo che ha #schifato la maglia #juveTeleclub Sport grazie! #adrianopastore ClubNapoli TeleClubItalia Francesco Molaro

Publiée par Gianni Simioli sur Lundi 27 janvier 2020