Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli –  La camorra non fa sconti e la legge dei Lo Russo è tremenda ed implacabile. La Squadra Mobile di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip partenopeo a carico di tre esponenti del clan Lo Russo, attivo nei quartieri di Miano, Piscinola e Chiaiano, ritenuti responsabili di omicidio, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Le indagini hanno consentito di ricostruire responsabilità e movente dell’agguato a Raffaele Stravato, ucciso nel quartiere di Marianella il 23 ottobre 2015. La misura cautelare riguarda elementi di primo piano della cosca gia’ coinvolti in altre vicende giudiziarie: Luigi Cutarelli, 22 anni; Ciro Perfetto, 21 anni; e Vincenzo Carrino, 24 anni. Le dichiarazioni del boss pentito Carlo Lo Russo e soprattutto del suo uomo di fiducia Mariano Torre, che di recente ha maturato la scelta di collaborare con la giustizia, hanno mostrato che la decisione di uccidere Stravato fu presa proprio dal capoclan, che, scarcerato e di nuovo alla guida della cosca, aveva deciso di punire chi si era schierato al fianco di alcuni affiliati capeggiati da Salvatore Scognamiglio, poi ucciso, che, all’epoca della reggenza di Antonio Lo Russo, nipote del boss e figlio del fratello Salvatore, avevano messo in discussione la leadership del ragazzo dopo la decisione del padre di collaborare con la giustizia. Per l’omicidio di Scognamiglio, la Squadra Mobile il 6 giugno scorso ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due sicari, esecutori materiali del delitto su mandato di Antonio Lo Russo, ora anche lui pentito. Raffaele Stravato, 38 anni, diversi precedenti penali, mori’ in un cortile in via dell’Abbondanza, dopo aver tentato invano di sottrarsi al killer. Era arrivato nel quartiere a bordo della sua auto, trovata poi dagli investigatori parcheggiata nei pressi. Era stato raggiunto da 5 dei 6 colpi, calibro 9, che gli erano stati esplosi contro, colpito alla schiena, al collo, e a una gamba. L’ultimo colpo gli era stato sparato alla testa.