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Napoli – “Bisogna investire nella tutela del patrimonio italiano, ma bisogna affiancarla anche all’arte contemporanea”. Così il ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, intervenuto stamattina agli Stati generali della cultura al Palazzo Reale di Napoli. L’esponente dell’esecutivo Pd-M5S ha poi precisato: “C’è un lavoro aggiuntivo che va fatto, e che è stato trascurato in passato, perché si è pensato che la vastità del patrimonio ereditato fosse talmente assorbente da diventare esclusiva. Ma c’è un settore enorme. La creatività non è solo tutela del passato ma anche un investimento sul presente, come è stato fatto in Gran Bretagna”.

Secondo Franceschini, “non c’è regione al mondo che ha il patrimonio culturale della Campania. Se si investe qui tutto diventa possibile. Pompei era conosciuta cinque anni fa come un luogo di problemi, dei crolli, delle file sotto il sole dei turisti, di abbandono. Oggi il sito archeologico è un modello nel mondo anche per l’uso di fondi europei. Aperto anche di sera. E vogliamo aumentare le aperture serali”. Sul punto, il ministro ha poi aggiunto: “In Italia se il turismo si concentra solo in alcune città c’è un problema di compatibilità con la fragilità delle nostre città”. “Investire in cultura – aggiunge Franceschini – significa investire in economia. È un dovere costituzionale, morale e politico per tutelare un patrimonio unico straordinario, ma si può fare anche un grande investimento sulla crescita sostenibile: per il turismo che sta crescendo in maniera enorme e crescerà nei prossimi anni con numeri impressionanti. Bisogna governare in modo intelligente i flussi”.

Dario Franceschini ha poi riservato un ultimo passaggio ai lavori attualmente in corso Montecitorio: “Quando si affronta una manovra è normale la discussione tra le forze politiche in Parlamento. L’importante è che i partiti usino il buon senso e non si scatenino risse nella maggioranza”.