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Un cancello, un portale che lascia incantati. Si trova a protezione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. La costruzione è stata attribuita a Cosimo Fanzago, nel 1665, ed è in ottone per un peso di circa 14mila chilogrammi con ai lati due statue di marmo, San Pietro e San Paolo, creazione queste dello scultore Giuliano Finelli. La bellezza sta nel San Gennaro che troneggia sulla parte alta del cancello: il mezzo busto in ottone del Vescovo che benedice coloro che entrano nella Cappella per pregare dinanzi alle sue reliquie. 

Sotto al busto c’è una scritta : “A San Gennaro, al cittadino salvatore della patria, Napoli salvata dalla fame, dalla guerra, dalla peste e dal fuoco del Vesuvio, per virtù del suo sangue prodigioso, consacra”. L’opera, rispetto ai tempi previsti di realizzazione, prima due e poi quattro anni, subì notevoli rallentamenti così da essere completata solamente dopo quarant’anni. Un cancello che ha un significato estremamente particolare: la separazione tra un territorio appartenente alla Chiesa Cattolica rispetto ad uno di appartenenza del popolo. Un popolo che detiene il possesso popolare di una chiesa, attraverso la cura giuridica e devozionale della Deputazione, ma separato dalla Chiesa, quella fatta di gerarchie e di cardinali. 

Altro particolare di unica bellezza risiede nel fatto che il cancello suona come un vero e proprio strumento musicale. Battendo una moneta o un bastoncino sul cancello si sentono le note musicali. Una bellezza unica, dai maestri ottonari napoletani, su commissione di Fanzago.