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Napoli – Entravano nelle case travestiti da carabinieri e con le maschere di “Anonymous”. Sono stati i carabinieri della stazione di Napoli-Marianella, che a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di specialisti in rapine e sono accusati anche di detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, sequestro di persona e detenzione illegale di segni distintivi in uso ai corpi di polizia. In carcere sono finiti Maurzio Abbagnano, Antonio Castaldo, Marco Maddaloni, Giuseppe Palmieri, Domenico Palumbo e Luca Thomas Brynley. Le indagini dei militari hanno preso il via dopo la commissione da parte degli arrestati, lo scorso settembre, di una violenta rapina in abitazione di San Carlo Arena. Uno di loro, travestito da carabiniere, ha simulato di dover effettuare un controllo nell’abitazione e appena è riuscito ad entrare nel cortile della villa è stato raggiunto di corsa gli altri quattro complici, tutti con la maschera sul volto.

I rapinatori hanno puntato più volte una pistola alla tempia della vittima e l’hanno costretta a consegnare denaro, gioielli e orologi di valore. Poi sono fuggiti in fretta e furia per le campagne retrostanti poiché erano in arrivo pattuglie dei carabinieri. Nel corso delle investigazioni i militari hanno ricondotto alla banda anche la commissione di un’altra rapina in abitazione del quartiere Arenaccia e di una rapina commessa lo scorso ottobre in una sala scommesse di via Santa Maria a Cubito nel corso della quale avevano sottratto 5.000 euro. Anche in quest’ultima i malviventi si erano presentati come carabinieri, simulando una perquisizione domiciliare. Nella circostanza, avevano parcheggiato la loro auto, con un lampeggiante blu sul tetto, sotto l’abitazione della vittima e poi, nel corso della finta perquisizione, mentre due di loro bloccavano i presenti sotto la minaccia di due pistole, gli altri rovistavano nell’abitazione riuscendo ad appropriarsi di 3.000 euro, alcuni orologi Rolex e di gioielli. Anche in questo caso i rapinatori, avvertiti dal palo, si erano dati alla fuga poiché stavano per giungere sul posto pattuglie dei carabinieri. La vittima ha compreso di essere stata rapinata da finti militari solo quando ha visto arrivare in casa quelli veri. Ma le indagini sono ancora in corso perché la banda potrebbe essere responsabile di altri colpi.