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Carne di scarsa qualità e niente canali Sky. Ci sarebbe questo dietro la rivolta di una quarantina di detenuti del carcere napoletano di Secondigliano che si sono ‘barricati’ nel cortile del penitenziario bloccando l’ingresso con alcuni carrelli del vitto. 

La protesta, andata in scena verso l’ora d’aria (circa le 13) di lunedì 30 settembre è stata fermamente condannata dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria (SAPPE) che attraverso il segretario nazionale Emilio Fattorello dichiara: “Una quarantina di detenuti del circuito Media Sicurezza nel Centro Penitenziario hanno inscenato una azione di protesta. I detenuti invece di uscire dai cortili per rientrare nel Reparto di appartenenza si sono barricati nel cortile rifiutando di uscire. Sono stati utilizzati carrelli del vitto per ostruire il cancello di ingresso. I motivi della protesta, sicuramente pretestuosi, hanno riguardato la scarsa qualità della carne del vitto e la mancata trasmissione dei canali di Sky che la Curia di Napoli offre ai detenuti. Si sono vissuti momenti di tensione per alcune ore tanto che i poliziotti erano pronti ad intervenire in tenuta antisommossa”.

DETENUTI GIA’ IN RIVOLTA A POGGIOREALE – La situazione è poi rientrata dopo circa due ore grazie “ala professionalità messa in campo dal personale del Corpo intervenuti nei diversi ruoli ha consentito di riportare alla ragione i rivoltosi senza ricorrere alla forza. Alle 15,30 la protesta è rientrata. L’aspetto che lascia perplessi è che questi detenuti che oggi hanno protestato sono gli stessi che qualche mese addietro si sono resi responsabili della rivolta e devastazione del Padiglione Salerno di Poggioreale” ricorda Fattorello.

Poi l’attacco a chi ha deciso di trasferirli da un carcere napoletano all’altro: “L’Amministrazione Penitenziaria ha pensato bene di cambiare solo quartiere ai rivoltosi assegnandoli a Secondigliano anziché trasferirli fuori regione come lo stesso Capo DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ndr) indica in una specifica circolare. Un plauso va dal SAPPE, al personale del Corpo che oggi han gestito il grave evento critico con professionalità e prudenza”.

URINA E FECI CONTRO AGENTI – Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che sollecita le istituzioni penitenziarie nazionali a intervenire: “Questa ennesima protesta, assurda per le futili ragioni, deve fare seriamente riflettere su quali e quanti problemi di sicurezza vi sono nelle carceri della Campania. La Polizia Penitenziaria sta pagando uno scotto pesante in termini di stress, violenza e aggressioni fisiche e questo non si può più accettare e tollerare. Quasi ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Non fanno statistica ma sono altrettanto reali le aggressioni verbali di quei detenuti che inveiscono, offendono e poi scagliano contro i poliziotti penitenziari le proprie feci, l’urina o la candeggina. Questo non si può più tollerare”.