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Napoli – Per la prima volta l’Onu prende una posizione sul caso dell’operatore napoletano, Mario Paciolla. Tramite una nota le Nazioni unite, che prima di oggi non avevano messo ancora parola sula vicenda, dando forza alla battaglia della famiglia del giovane originario del Rione Alto di Napoli insieme al ministero degli Esteri.

La nota ufficiale:
Riaffermiamo che le Nazioni Unite stanno cooperando pienamente con le autorità colombiane responsabili di determinare con certezza la causa della morte. La missione di verifica, con tutto il sostegno necessario del quartier generale delle Nazioni Unite, ha risposto a tutte le richieste di assistenza. Ciò ha incluso la revoca delle immunità per consentire interrogatori con i colleghi del sig. Paciolla e facilitando tutte le richieste di revisione degli effetti personali e delle attrezzature di lavoro nell’ambito dell’indagine. Siamo stati anche in stretta comunicazione con il governo italiano, attraverso la sua ambasciata a Bogotà e la sua rappresentanza alle Nazioni Unite a New York. Ci siamo coordinati su questioni tra cui il trasferimento discreto dei resti del sig. Paciolla in Italia come da desiderio della famiglia e la consegna dei suoi effetti personali. Le Nazioni Unite hanno inoltre assicurato al governo italiano la cooperazione delle Nazioni Unite con le richieste derivanti da indagini che potrebbero essere intraprese dalle autorità italiane”.
L’Onu ha poi respinto ogni possibilità di commento sul caso o dei dettagli che sono emersi finora per non compromettere le indagini, ritenendoli inoltre delle speculazioni. “È attraverso questa cooperazione con le relative indagini che le Nazioni Unite possono contribuire al meglio a ciò che tutti gli interessati desiderano vedere, che le circostanze della morte di Mario Paciolla siano pienamente chiarite. In attesa dei risultati di tali indagini e collaborando pienamente con esse, non intendiamo commentare i dettagli del caso o speculare sull’esito delle indagini in quanto sarebbe inappropriato farlo”.