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“E’ la prima volta che cucino a Napoli e ne sono onorato. Napoli ha una gastronomia che ha fatto la storia e continua ad arricchire tutti con la sua ricchezza di sapori”: Enrico Bartolini lo Chef italiano più stellato al mondo a Napoli nell’evento Visioni Gourmet realizzato nella esclusiva villa per eventi vomerese D’Angelo Santa Caterina.

Un menù articolato, dall’aperitivo al dessert, quello realizzato dal Team Bartolini, che per la loro “prima cena” a Napoli scelgono l’accoglienza partenopea della famiglia Giugliano, titolari del Ristorante Mimì alla ferrovia e della villa affacciata sul Golfo di Napoli, D’Angelo Santa Caterina.

E proprio questa vista ha stregato lo Chef che al suo arrivo in location entusiasta ha esordito: ” io di viste così me le sogno. È una cartolina!”
Le preparazioni in cucina sono tante e tutte da definire con estrema minuziosità e precisione. Cinque i passaggi in un aperitivo a braccio nell’attesa che arrivino gli ospiti. Tra uno stuzzichino da Otto stelle Michelin e un sorso di Champagne Laurent-Perrier arrivano i sessanta ospiti esclusivi tra i top client di Banca Generali Private, promotore della cena.

A tavola si giunge con un benvenuto degno di standing ovation. È proprio lo Chef Bartolini che prende la parola, insieme a Ida Giugliano, referente della comunicazione dei due locali partenopei della famiglia.

Lo Chef desidera raccontare i suoi piatti, ognuno nato pensando ad una particolare materia prima di una delle città che lo hanno originato: dall’Alice in Saor, ripensando al Veneto e alla sua ricetta tradizionale che prevedeva le sarde, o i bottoni di olio e lime con polpo arrosto e salsa di caciucco ispirandosi al sugo tradizionale toscano che era il piatto delle feste della vigilia preparato dalle nonne o ancora il pesce dente, realizzato all’ossobuco milanese, ma utilizzando un pregiato pesce che è possibile pescare solo negli alti mari australiani il toothfish. In ogni piatto si ha l’esatta consapevolezza che esiste un incessante lavoro di ricerca della qualità servita nella forma estetica più idonea, e nel desiderio di rendere la tradizione sempre più contemporanea.

Lo Chef Enrico Bartolini non ha bisogno di troppe presentazioni, forse le sue stelle parlano da sé. Sei ristoranti solo in Italia, oltre tre consulenze all’estero, per otto stelle in totale: due per la nuova guida Michelin prese proprio quest’anno, la terza all’interno del Mudec nel ristorante che prende il suo nome all’interno del museo delle culture di Milano e che segue personalmente, ed un’ulteriore Stella al Glam di Venezia che si affianca a quella già conquistata. Così Bartolini si conferma lo chef più stellato d’Italia , lo chef italiano più stellato al mondo. I suoi piatti sono il racconto della sua storia, ricca di esperienze professionali non solo italiane.

E questo lavoro di fantasia, di creatività, di tentativi  per arrivare al giusto equilibrio di sapori ed estetica si legge nei piatti presentarti in Visioni Gourmet, un lavoro di squadra, grazie anche alla collaborazione della brigata di cucina di D’Angelo Santa Caterina guidata dallo Chef Giovanni Morra.

E lo Chef Bartolini dimostra maturità ed esperienza non solo ai fornelli, poiché ha mantenuto un umiltà che appartiene solo ai grandi, quella che ancora gli fa chiedere se i suoi piatti sono piaciuti e sono rientrati vuoti in cucina. Quella che gli fa assaggiare un piatto, prima che esca perfettamente servito, chiedendo approvazione di sapore a chi gli sta accanto. L’umiltà di un uomo che non è salito sulla stella (anzi sulle 8!!) staccando i piedi dal suolo, ma un uomo ben radicato nel suo territorio d’origine o di adozione, che guarda al futuro della cucina italiana con la passione di chi desidera ancora scoprire le bellezze della vita, solo guardando al passato, perché è lì la vera fonte del successo, della crescita e della forza. Le radici, la natura, le materie prime, la qualità. Le chiavi del successo di ogni Chef che può farne il proprio capolavoro in ogni piatto.
E in una serata delle eccellenze non potevamo non essere servite le eccellenze anche nel calice. Con un inizio in aperitivo servito in abbinamento allo Champagne Laurent-Perrier la cena è stata deliziata dai vini dell’azienda Fontanafredda, con la supervisione ed il supporto dei sommelier dell’Ais.

La guida in sala dello staff di D’Angelo Santa Caterina è di Gennaro Varchetta. Un’orchestra dove ogni componente suona armoniosamente la sua melodia sposando la perfezione che come non mai richiede questa serata, in un clima di grande leggiadria ed eleganza.

Un ringraziamo al Private di Banca Generali nelle persona del dottor Corrado Liguori, partner dell’evento, e di molte iniziative di prestigio e di solidarietà nel territorio campano e non solo.