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La commissione Trasparenza, presieduta da Domenico Palmieri, ha svolto un nuovo confronto su diverse questioni legate al Piano Urbanistico Attuativo della ex Birreria Peroni di Miano. All’incontro sono intervenuti il Segretario Generale, Patrizia Magnoni, Alfonso Sperandeo, per l’assessorato alle Attività Produttive, la dirigente del Servizio Unico Attività Produttive, Valeria Paolella, il dirigente del servizio Sportello Unico Edilizia, Andrea Ceudech, e il dirigente del servizio Piano strategico della mobilità e PUMS Ignazio Leone

Nel secondo incontro dedicato dalla commissione Trasparenza alla vicenda del complesso commerciale sorto nell’area dell’ex Birreria Peroni, ha riassunto il presidente Palmieri, vanno definitivamente chiarite le questioni sollevate nel corso della precedente riunione: quella dell’utilizzo da parte della società proponente il PUA di un finanziamento regionale, pari a trenta milioni di euro, nell’ambito del programma europeo Jessica (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas), e quella dell’avvio delle attività del centro commerciale a fronte del mancato completamento di tutti i lavori previsti.

La dirigente Paolella ha chiarito di aver approfondito, all’indomani della riunione di aprile con le commissioni Attività Produttive e Politiche urbane, che i servizi interessati alla pratica, quelli tecnici e quelli commerciali, avevano seguito i diversi aspetti della vicenda ognuno per la propria competenza.

Dopo diverse riunioni convocate con tutti i Servizi, era comunque emerso il parere positivo alla realizzazione dell’intervento ed era stato chiarito che la questione del pagamento degli oneri di urbanizzazione è scissa da quella dell’apertura del centro commerciale. Al momento dell’inaugurazione, avvenuta il 24 aprile, non erano stati rilasciati i titoli per le medie strutture di vendita, circostanza che sussiste ancora oggi per quattro di esse.

Sulla correlazione tra l’intervento tecnico non completato e la possibilità di rilascio di autorizzazioni commerciali si è soffermata anche il Segretario generale Magnoni, che ha condiviso la necessità di comprendere definitivamente la questione degli oneri versati.

Il dirigente Leone ha chiarito che la convenzione tra Comune e società privata non prevede una diretta correlazione tra l’esecuzione delle opere di urbanizzazione e l’apertura della struttura.

Il Piano Urbanistico Attuativo, prevede infatti diversi interventi: un piano di recupero di iniziativa privata per la creazione di un complesso commerciale, la costruzione di residenze, di un albergo e di un centro polifunzionale di uso pubblico, il recupero del parco esistente all’interno della fabbrica e la realizzazione, a carico del proponente, di diverse infrastrutture che riqualificheranno la viabilità di quartiere. Bisogna, poi, distinguere tra il calcolo degli oneri di urbanizzazione dovuti e i costi di costruzione. Per i primi, la convenzione prevede che vengano computati sulla base della realizzazione delle opere pubbliche, con un ammontare previsto di 4,9 milioni di euro. L’importo definitivo reale sarà comunque accertato in sede di collaudo. Sette gli stralci in cui sono divise le opere; sei quelli già realizzati, mentre il settimo, quello relativo all’incrocio tra via Miano e via Lazio, è bloccato a causa di problemi tecnici.

Il dirigente Ceudech, infine, ha chiarito che gli oneri dovuti sono calcolati sulla base di una perizia di parte asseverata e vanno versati entro sessanta giorni dalla fine dei lavori, quindi entro luglio.

Sulla questione del finanziamento Jessica alla società proponente il PUA, Alfonso Sperandeo dell’assessorato alle Attività produttive ha informato che questo tipo di finanziamento non prevede un’erogazione a fondo perduto, ma un importo finanziato e poi restituito dal beneficiario. Nonostante le richieste di chiarimenti sull’erogazione del contributo, inviate dagli assessori Buonanno e Piscopo alla Regione, nessun riscontro è stato finora fornito. Da verifiche effettuate presso l’advisor Jupiter che si occupa del finanziamento, risulta però che il PUA ha beneficiato di un contributo di 27 milioni di euro.

Per il consigliere Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) appare evidente che se i costi dell’opera dichiarati sono diversi, cambia anche l’importo degli oneri di urbanizzazione dovuti, che sono calcolati in percentuale. Tra Regione e Comune non vi è stato uno scambio di informazioni e, nonostante tutto, si è consentito che il centro commerciale aprisse. Vanno infine verificate le cubature realizzate e quelle da realizzare, che sembra siano superiori a quelle previste.

Il consigliere Guangi (Forza Italia) ha chiesto di accertare definitivamente l’ammontare degli oneri di urbanizzazione, che andrebbero calcolati sul costo complessivo dei lavori, che ammonterebbero a circa 100 milioni di euro.

Per il consigliere Brambilla (Movimento 5 Stelle) all’aspetto della quantificazione degli oneri, si somma quello del chiarimento sull’applicazione delle penali per il mancato rispetto del termine previsto per la fine dei lavori, nel 2017, calcolando i tempi dalla stipula dell’atto aggiuntivo alla convenzione, datato 2013. Si richiede, poi, l’elenco delle opere pubbliche effettuate e chiarimenti sui titoli autorizzativi per le attività commerciali.

Anche il consigliere Moretto (Prima Napoli) ha condiviso i molti dubbi sollevati rispetto al PUA in esame e il consigliere Simeone (Agorà) ha ricordato le difficoltà in materia di viabilità sorte nella zona a seguito dell’apertura del centro commerciale, causate anche dalla mancata realizzazione delle rotonde.

Il presidente Palmieri, al termine della riunione, ha ritenuto esaurita la discussione di competenza della commissione Trasparenza, sollecitando la trasmissione degli atti richiesti agli uffici dai consiglieri comunali, insieme ad un report complessivo per la parte di propria competenza ai singoli dirigenti dei Servizi.