Tempo di lettura: 3 minuti

Caivano (Na) – Restare in silenzio davanti all’omicidio di Maria Paola, uccisa dal fratello perché era fidanzata ed innamorata di Ciro, un uomo trans, sarebbe come ucciderla due volte.

Non è successo per caso, non c’è una giustificazione, non c’è una motivazione che possa spiegare la fine di una vita e la fine di un amore, c’è solo un nome: Michele Gaglione. Il fratello di Paola, è salito in moto, ha cercato la sorella, l’ha trovata in sella allo scooter con il fidanzato Ciro e l’ha speronata, uccidendola.

La brutalità della morte di Maria Paola Gaglione si è consumata davanti agli occhi di Ciro che, inerme, non ha potuta salvarla e che è rimasto anche lui ferito da un uomo in cui si sono annidati tutti i principi di un malsano e tossico patriarcato. Maria Paola era una donna. Ancor prima di essere figlia, sorella, fidanzata, era una donna libera. Libera di poter essere chi voleva, libera di amare chi il suo cuore aveva scelto di amare e di vivere apertamente e senza nascondere la sua vita.

Il diritto di amare è inalienabile. Ma questo nessuno lo insegna. Raggomitolati in una mentalità fatta di pregiudizi, nulla è riuscito a fermare la furia omicida di un fratello-padrone che ha messo in scena una delle storie più terrificanti di violenza di genere, un fratello-padrone che ha confuso l’amorevole protezione con un’ingiustificata possessione. Maria Paola apparteneva solo a se stessa, eppure questo concetto di autodeterminazione e di indipendenza, Michele non lo aveva considerato.

In un mondo perfetto c’è una ragazza che si chiama Maria Paola e che è fidanzata con un uomo trans che si chiama Ciro e che ogni giorno può camminare mano nella mano con il suo fidanzato, che può andare al mare e baciare in pubblico il ragazzo che ama. In un mondo migliore il fratello della ragazza non sperona la sorella fino ad ucciderla ma la abbraccia e le dice che è fiero di lei. E questo mondo, che ancora non esiste, deve essere il mondo di domani perché ciò che è successo a Maria Paola, non deve più accadere.

La realtà di Ciro, rimasto ad affrontare il dolore della perdita, è tangibile. Solo ieri i due amanti avrebbero compiuto esattamente tre anni di relazione che non sono stati festeggiati con una cena romantica ma con i postumi di un’indimenticabile tragedia.

Perché Dio non hai chiamato me? Perché proprio a te amore mio. Non riesco più a immaginare la mia vita senza te, non ci riesco. Non riesco più a dormire penso a te 24 su 24 amore mio, mi manchi, mi manchi tantissimo. Eri l’unica per me, l’unica che mi amava veramente. Non posso accettarlo ancora non ci riesco. Mi mancano le tue carezze, mi manca quanto mi svegliavi la mattina a darmi fastidio. Mi manca tutto di te. Non ho mai smesso di amarti dal primo giorno che ti ho vista. Ti amerò sempre piccola mia”, è il silenzioso messaggio che Ciro ha scritto per Maria Paola che, ovunque essa sia, continuerà ad amare quell’uomo per cui è stata uccisa.