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NAPOLI –  Le elezioni comunali di Napoli rischiano di essere posticipate. Come se non fosse bastata l’emergenza Covid che ha fatto slittare l’appuntamento con le urne dalla primavera ai prossimi 3 e 4 ottobre dando vita alla campagna elettorale più lunga di sempre, a Napoli, se il Comune non reintegra Giuseppe Pistone tra i candidati al Comune di Forza Italia entro venerdì 24 settembre, la competizione rischia di svolgersi due settimane più tardi rispetto al resto d’Italia: il 17 e 18 ottobre.
 
Perchè c’è questa eventualità, lo spiega l’avvocato Giovanbattista Iazeolla, il legale cui si è rivolto Pistone. “Giuseppe si è regolarmente presentato come candidato al consiglio comunale tra le fila di Forza Italia e contemporaneamente come candidato presidente alla VII Municipalità (quella di Miano, Secondigliano e San Pietro a Patierno, ndr)“.
 
“Sta di fatto che la commissione elettorale lo ha escluso sulla base di un regolamento comunale approvato dal consiglio l’1 marzo 2005 (ai tempi della sindacatura della Iervolino, ndr) che stabilisce ipotesi di ‘incandidabilità’. Ma i casi di incandidabilità, così come di ineleggibilità, non possono essere disposti da un regolamento comunale: è la legge, che nella piramide delle fonti del diritto ha più importanza di un regolamento, a prevederli. Un regolamento può solamente fissare i casi di incompatibilità”.
 
Il punto è che l’incompatibilità si verifica solo ad elezioni svolte: nel caso in cui Pistone venisse eletto sia presidente di Municipalità che consigliere comunale, a quel punto, dovrebbe scegliere la carica da ricoprire.
 
Per questo, l’avvocato Iazeolla, cultore della materia presso la cattedra di diritto pubblico della facoltà di Scienze Politiche della Federico II, ha fatto ricorso al Tar. E il Tribunale Amministrativo gli ha dato ragione l’8 settembre scorso, con sentenza 5858/2021 che ha annullato il dettato del regolamento comunale che impediva a Pistone la doppia candidatura.
 
“A quel punto, però, sebbene un annullamento, in diritto amministrativo, significhi che ciò che è stato impugnato è come se non fosse mai esistito (si parla per questo di annullamento ex tunc, ndr), Pistone è stato riammesso alla Municipalità, ma non ancora come candidato al Comune”.
 
Perchè? Per Palazzo San Giacomo perchè Pistone, ha chiesto di essere riammesso solo alla Muncipalità. “Ma questa ragione avanzata finora dal Comune – precisa l’avvocato Iazeolla – non tiene conto con completezza del vero contenuto della sentenza del Tar: tutta la norma della presunta incandidabilità è stata cancellata, nel suo complesso non esiste più. Quindi, Pistone è candidabile senza problemi, contemporaneamente, sia come presidente di Municipalità che come consigliere comunale”.
 
Per questo, la diffida al Comune e alla Prefettura è già partita: Palazzo San Giacomo ha tempo fino a venerdì per riammettere Pistone anche nella lista dei candidati al consiglio comunale.
 
Almeno per fargli fare, come prevede la legge, 1 settimana di campagna elettorale (infatti sarà possibile farla fino a venerdì della prossima settimana, 1 ottobre, ndr)“. 
 
“In caso contrario – avvisa l’avvocato – visto la compressione del diritto di elettorato passivo che subirebbe Pistone, un diritto costituzionalmente tutelato, chiederemmo lo slittamento delle elezioni e i danni: la campagna elettorale è già costata anche per il mio assistito”.
 
Intanto, Fulvio Martusciello e Franco Silvestro, coordinatore e vice coordinatore di Forza Italia a Napoli, si mostrano ottimisti: “Abbiamo provveduto a notificare la diffida al Comune per la riammissione in lista di Pistone, escluso per una ineleggibilità che non sussisteva. E ora siamo sicuri che il Comune adempierà ad horas”. Ente avvisato, elezioni mezze salvate.