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Un difetto di forma, un approccio sbagliato, una modalità che non ha tenuto conto del fatto che qualcuno, pur partecipando, un lavoro l’avesse già. È quanto contestano 115 candidati del Concorsone della Regione Campania al Governatore, Vincenzo De Luca.

Si tratta di 115 persone che risultano avere già un impiego, chi in imprese privati, chi in altri enti pubblici. Persone che hanno deciso di partecipare comunque al concorso, superando la prima fase e ritrovandosi ora, in occasione del tirocinio, a dover fare una scelta: rinunciare al proprio posto di lavoro per continuare la selezione (rischiando però di ritrovarsi, in caso di esito negativo, disoccupati) o appunto fermarsi, vanificando quanto fatto finora. 

Al tirocinio infatti, della durata di 10 mesi, seguiranno ulteriori due prove, scritta ed orale. Soltanto dopo quelle si capirà chi sarà riuscito ad aggiudicarsi i 2178 posti messi a disposizione da Regione e Comuni. Motivo per cui i 115 candidati hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Campania chiedendo di essere tutelati, a costo di rinunciare alla borsa di studio prevista durante il tirocinio: mille euro lordi al mese. 

“Buona parte di noi difficilmente rinuncerebbe a un lavoro sicuro per un’assunzione non ancora certa. E questo si risolverebbe in un possibile danno per l’ente promotore che potrebbe trovarsi con un numero di vincitori inferiori rispetto ai posti messi a concorso”, hanno concluso i candidati.