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Napoli – Non si gioisce mai per le disgrazie altrui, o quasi mai. La condanna a otto anni di reclusione per riciclaggio e bancarotta fraudolenta per Vincenzo Nespoli, ex senatore di An ma soprattutto eminenza grigia della Lega in Campania, ringalluzzisce Stefano Caldoro, e lo lancia verso la candidatura alla presidenza della Regione. Nespoli, fino a ieri, era l’ostacolo più difficile da superare sulla strada della ricandidatura di Caldoro: era proprio lui, in tandem con la deputata leghista Pina Castiello, il più attivo nella ricerca di un candidato alternativo, e stava tentando in tutti i modi di far scendere in campo il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano. Un tentativo naufragato per la volontà del giornalista di continuare a fare il suo lavoro. 

Da ieri, però, Nespoli è finito in un cono d’ombra: gli spin doctor della Lega in Campania, comprensibilmente, stanno letteralmente consumando i telefonini nel tentativo (vano) di far passare l’ex senatore come uno che con la Lega non ha nulla a che fare. Purtroppo per loro, che Nespoli sia uno dei più potenti e influenti cervelli leghisti in Campania è il segreto di Pulcinella.

Non è certamente un caso, quindi, che Caldoro, indicato come candidato alla presidenza della Regione per Forza Italia da Silvio Berlusconi, in virtù del’accordo nazionale stipulato da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e dallo stesso leader di Forza Italia, stamattina, dopo giorni di low profile, sia tornato prepotentemente in prima linea, attaccando su Facebook Vincenzo De Luca sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Dettaglio non da poco, Caldoro ha pubblicato una immagine con il logo della lista “Caldoro Presidente”.

La condanna di Nespoli sembra aver rianimato tutta Forza Italia in Campania: un cambio di clima che trova conferma nell’iperattivismo di Armando Cesaro. Il capogruppo di Fi in queste ore ha ripreso freneticamente il lavoro per la composizione delle liste a sostegno di Caldoro