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Napoli – E’ appena terminata la conferenza stampa di Giuseppe Conte e Gaetano Manfredi. L’ex premier è arrivato a Napoli per sostenere la candidatura a sindaco dell’ex rettore che è stato suo ministro dell’Università e della Ricerca. Qui a Napoli, incarna il primo esperimento di alleanza tra il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e il resto del centrosinistra.

Come è andata? Ecco, davanti a telecamere e taccuini, i 10 momenti più importanti che si sono registrati

L’ENTRATA IN SCENA DI FICO E DI MAIO

Prima ancora che Conte e Manfredi prendessero posto davanti ai microfoni, sono entrati nel cortile di un albergo di piazza Bellini dove è stata organizzata la conferenza stampa, il presidente della Camera Roberto Fico e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Subito materiale per gli storici: probabilmente, saranno davvero pochi i precedenti nell’era repubblicana di due cariche così prestigiose che siedono senza parlare in prima fila, solo a sostegno di un candidato sindaco. Il segno plastico che il Movimento 5 Stelle 2.0 di Conte, a Napoli, si gioca tantissimo del suo futuro

L’ENTRATA IN SCENA DI GILDA SPORTIELLO E VALERIA CIARAMBINO

Non un altro big come Spadafora, come pure si era pensato. Ma saranno la giovane parlamentare e la capogruppo pentastellata in consiglio regionale a fare da coordinatrici per formare la lista del Movimento 5 Stelle. Non a caso sono loro a sedere accanto a Manfredi e Conte. “Ma con loro ci saremo tutti”, ha tenuto a precisare il leader in pectore dei grillini. Che poi lancia anche “un appello alle napoletane e ai napoletani” di farsi sotto e di “metterci il cuore e la mente”

IL MESSAGGIO AI DISSIDENTI

Agli attivisti della prima ora che si sentono traditi dal nuovo corso del Movimento senza più il tabu delle alleanze, Conte ha detto: “Le loro sono voci personali, ma sono voci fuori dal progetto per Napoli”. A Gilda Sportiello, appena accesi i microfoni, è venuto automatico giocare di sponda con la presenza di Fico e Di Maio per ribadire che il Movimento degli inizi non può non riconoscersi in questo che sostiene la corsa di Manfredi

L’ATTACCO AL CENTRODESTRA E A MARESCA 

Il Patto per Napoli firmato da Movimento 5 Stelle, Pd e Leu (“non esclusivo di chi l’ha sottoscritto”) ha un cuore che batte: la legge salva-conti per Napoli. La quale dà l’assist per attaccare il centrodestra e il competitor più importante di Manfredi, Catello Maresca: “Se il centrodestra ama Napoli, sostenga la nostra iniziativa in Parlamento. Serve serietà, competenza e responsabilità. L’obiettivo è chiaro: bisogna tagliare i ponti col passato. E Napoli se lo merita, anche per la visione europea che l’ha sempre caratterizzata. Legalità e sicurezza non bastano: serve prima di tutto il lavoro, un lavoro dignitoso per tutti”

IL CASO WHIRLPOOL

Conte ha ricordato che da premier ha fatto tutto ciò che poteva per non far chiudere la fabbrica a Napoli. Sul tema è intervenuto anche Manfredi chiedendo un intervento legislativo per impedire che le multinazionali vengano e se ne vadano appena finiscono i sovvenzionamenti pubblici. E poi avvertendo: “Come amministrazione staremo attenti che non ci siano riconversioni fasulle a discapito dei posti di lavoro. No alla deindustrializzazione della città. E’ vero che Napoli è una città turistica, ma non è possibile, in un’area metropolitana di 3 milioni di abitanti, fare a meno della manifattura”

IL RAPPORTO CON DE LUCA

Il Governatore è stato nominato da Manfredi per la collaborazione istituzionale che dovra’ caratterizzare il nuovo corso di Palazzo San Giacomo. Ed è stato pensato quando Valeria Ciarambino ha detto che il Movimento non va a caccia di poltrone.  Conte, invece, ha preferito non pronunciare nemmeno il suo nome. Alla domanda: “E’ vero che in caso di vittoria di Manfredi a Napoli, in Regione il Movimento è pronto ad entrare in giunta?” l’ex premier ha fatto finta di non capire rispondendo sulla giunta comunale (“Sarà Manfredi a decidere”). Poi, poiché a Conchita Sannino di Repubblica è davvero difficile sfuggire, ha sfoggiato un gran bel sorriso: da tempo non è più un principiante sul palcoscenico politico

LA CARTA D’IDENTITA’ DI MANFREDI

“Ogni giorno mi attribuiscono una appartenenza politica diversa: un giorno sono del Pd, un altro del Movimento, un giorno sono moderato, poi socialista. A dire la verità, a me questa cosa fa piacere. Mi approccio a questa sfida come un civico ma la mia coalizione è ampia. E senza rapporto con la politica non si governa. Io sono il garante di questo rapporto”: così parlò Gaetano Manfredi

IL CORO

Quando Vincenzo Iurillo de Il Fatto Quotidiano ha chiesto a Conte se Manfredi non corresse il rischio di essere percepito come il frutto di una fusione a freddo tra Movimento 5 Stelle e Pd, si è alzato da fuori il cortile di piazza Bellini il coro “Conte, Conte”. “Questo non fa male”, ha commentato sorridendo l’ex premier. Ribadendo, poi, che Manfredi “è stato il nome su cui da subito si è registrata la più ampia condivisione”

IL PATTO PER NAPOLI

Così Conte: “Il percorso normativo ha come obiettivo la ristrutturazione del debito della città e nuove risorse aggiuntive a quelle del PNRR. Mi auguro che tutte le forze parlamentari che dicono di voler bene a Napoli lo sostengano. Il Patto porta Roma a Napoli. La contrapposizione istituzionale funziona solo come mossa mediatica”

UNA GIORNATA PARTICOLARE

Conte ha ricordato che l’ultima volta che si era trovato a Napoli correva il 27 febbraio 2020, il giorno del caffè a San Domenico Maggiore con Macron che cominciò a spalancargli le porte nell’Europa politica che conta (anche grazie all’allora ministro Enzo Amendola). Un anno e mezzo e una pandemia dopo, nessuno sembra più europeista di lui e del suo nuovo Movimento 5 Stelle. Del resto, l’Europa ci mette i soldi “e ora la sfida è quella di saperli utilizzare: per questo abbiamo bisogno di amministrazioni locali efficienti”, ha spiegato l’ex premier dando il pugno a Manfredi.