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Napoli – Tra i 286 nuovi casi di coronavirus in Campania, 138 sono stati registrati dall’Asl Napoli 1 Centro che comprende il capoluogo partenopeo e l’isola di Capri. Tra questi 14 positivi sono emersi dallo screening pre-operatorio cui sono stati sottoposti i pazienti prima dell’intervento. Altri 100 contagi sono emersi dalla ricostruzione del link epidemiologico dei precedenti casi oltre che da alcuni focolai familiari. Sono 18 invece i casi emersi in seguito alla comparsa di alcuni sintomi riconducibili al covid-19 e confermati poi dall’esito del tamponi. Sei – fa sapere l’Asl – i casi ancora da accertare.  

Tra le persone risultate positive in seguito al ricovero in ospedale, c’è anche il caso di un 39enne di Secondigliano recatosi in ospedale per ricevere una trasfusione salvavita. Il paziente è stato assistito direttamente presso il suo domicilio grazie ad una perfetta collaborazione tra il Cardarelli e l’ASL Napoli 1 Centro.

Un’ottimo esempio di integrazione ospedale territorio”, evidenziano Giuseppe Longo e Ciro Verdoliva, rispettivamente direttore generale del Cardarelli e dell’ASL Napoli 1 Centro. “Questa vicenda – proseguono – è stata un test importante per le nostre aziende, che hanno dimostrato di saper sfruttare al meglio tecnologie e competenze per garantire una presa in carico globale dei pazienti”.

L’incubo per il 39enne di Secondigliano è iniziato lunedì. L’uomo, colpito da una forma di talassemia che lo rende dipendente da continue trasfusioni, è stato sottoposto ai consueti test anti Covid che precedono l’ingresso in ospedale. Stavolta però il tampone ha dato esito positivo, facendo scattare le misure di contenimento atte a impedire un potenziale contagio a catena. Posto in isolamento fiduciario, l’uomo non si sarebbe potuto sottoporre in sicurezza alla trasfusione se l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Malattie Rare del Globulo Rosso del Cardarelli, diretta da Aldo Filosa, non si fosse coordinata con l’Unità Operativa Complessa Programmazione Attività Assistenza Primaria, diretta da Pasquale Izzo. Un lavoro di squadra iniziato con le prove di compatibilità del sangue e proseguita, nella giornata di oggi, con la trasfusione. In contatto con il personale del Cardarelli, gli uomini dell’ASL Napoli 1 Centro hanno prelevato le sacche di sangue preparate ad hoc per il paziente e sono intervenuti a domicilio per la trasfusione. Un intervento reso complesso dalle ingombranti tute di isolamento che il personale ASL ha dovuto indossare vista la positività al Covid del paziente e sviluppatosi con la video partecipazione dei medici del Cardarelli. Completata la trasfusione il paziente resta ora in quarantena, in attesa di poter festeggiare un doppio tampone negativo, ma con la consapevolezza di essere in ottime mani.