Tempo di lettura: 3 minuti

Napoli – Vestiti di nero a lutto, sul volto dipinta la lacrima di Pierrot: I lavoratori dello spettacolo sfilano in corteo funebre. A morire sono i teatri, i cinema, l’arte e la cultura messi in ginocchio dal Covid, dall’incubo di un nuovo Lockdown senza sostegno economico. Una piazza colorata, pacifica. Non poteva che essere così. L’arte si nutre della bellezza, ed è per sua natura pacifica.

In piazza ci sono artisti conosciuti ed emergenti. Agostino Chiummariello è in piazza con i tanti colleghi, appena ieri è andata in onda l’ultima puntata della serie TV “Mare fuori” di cui è protagonista. “La cultura in Italia è messa all’ultimo posto. Il Covid non ha sede nei luoghi della cultura. Teatri e Cinema sono luoghi sicuri”. Marco è un giovane attore teatrale: “Dobbiamo muoverci come gruppo, non abbiamo solo la passione, l’amore per questo mestiere, ma abbiamo il diritto di lavorare” – ci dice – “Non smetterò mai di lottare per la mia passione: voglio vivere di pane, acqua e teatro”.

Luca fa parte del Coordinamento arte e spettacolo della Campania, nato nel primo lockdown per dare un’ampia voce al mondo della cultura: “Il teatro è in emergenza da prima del Corona Virus”.

Il mondo della cultura e dello spettacolo è vario e molto di ciò che si vede non racconta il duro lavoro che dietro le quinte numerosi professionisti svolgono tra precarietà e assenza di tutele e sostegni economici. Domenico è un regista, lavora a teatro da anni: “il teatro non è soltanto nell’esito della stagione, ma c’è un grosso lavoro dietro di artistico e tecnico” – ci spiega il giovane professionista. “Dov’è un protocollo chiaro per chi fa prosa?” – conclude Domenico.

In piazza anche le mamme di artisti e operatori. Ornella è un’attrice e ha due figli che lavorano nel mondo della cultura. Uno fa danza, avrebbe dovuto diplomarsi quest’anno, ma non ha potuto a causa del Covid. L’altro è un tecnico luci per lo spettacolo. Entrambi ora sono fermi. “Abbiamo investito tempo, sogni e sacrifici e non molleremo” – ci dice.

Il mondo del Circo, rappresenta tramite una delegazione, le difficoltà che stanno attraversando numerose famiglie. “Abbiamo investito numerosi fondi per adeguare le nostre strutture e per le sanificazioni e dopo pochi mesi ci costringono a chiudere un’altra volta” – ci dice Aldo, rappresentate del Circo italiano.

E mentre si susseguono i discorsi, la protesta colora la piazza di note, colori e parole c’è anche , senegalese che vende fiabe africane. Anche lui ha voluto esprimere la propria solidarietà alle lavoratrici e lavoratori oggi in piazza.

Una rappresentanza dei lavoratori della Whirpool di Napoli che domani chiuderà i cancelli dello stabilimento partenopeo in piazza per dare sostegno ai colleghi del mondo della cultura: serve solidarietà oggi più che mai tra lavoratori.

 “Chi è superiore: il poeta o il tecnico che porta gli uomini a vantaggi pratici?Sono uguali. I cuori sono anche motori” con i versi della poesia di Vladimir Majakovskij termina la protesta del mondo della cultura in piazza a Napoli.