Tempo di lettura: 2 minuti

Sola, gravemente invalida, incapace perfino di aprire una bottiglia di acqua minerale. E adesso la “coop sociale che mi invia un’assistente a casa ora sospende il servizio perché da mesi non riceve le sue spettanze dal Comune, e rischio di rimanere abbandonata a me stessa“.

E’ la storia della signora Patrizia, che ha affidato un appello all’ANSA per rendere nota la sua vicenda: 58 anni, residente a Soccavo, periferia occidentale di Napoli, soffre di gravi patologie ed e’ immobilizzata a letto. Percettrice di pensione di invalidità e indennità di accompagnamento, ora una neuropatia l’ha bloccata e le rende anche difficile parlare a lungo. Senza soldi per pagare una badante privata, riesce a tirare avanti grazie all’Asl che le invia a casa un fisioterapista; e al Comune che l’ha inserita nel programma di assistenza domiciliare. 

Adesso però la cooperativa “Mondo in cammino” di Giugliano, che l’assisteva con la visita di un operatore due volte a settimana le ha comunicato la sospensione del servizio perché i dipendenti non ricevono lo stipendio da mesi in seguito al blocco dei pagamenti da parte del Comune. “Vi chiedo di darmi voce presso chi tiene bloccate queste pratiche. Per me e per tanti altri invalidi nelle mie stesse condizioni e’ una questione di sopravvivenza. Spero che il sindaco e gli assessori se ne rendano conto e facciano subito qualcosa“.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore alle politiche sociali, Roberta Gaeta: “A seguito della segnalazione pervenuta, ho immediatamente predisposto le dovute verifiche. Da una prima ricognizione non risulta alcuna ufficiale sospensione del servizio di assistenza domiciliare da parte della cooperativa “Un Mondo in Cammino“, che eroga il servizi – afferma in una nota l’assessore – Le notizie trapelate, quindi, sorprendono in primis anche noi che non siamo a conoscenza di eventuali sospensioni di prestazioni così importanti. Ed è per questo che come Assessorato ho dato immediatamente mandato al servizio competente di approfondire e soprattutto chiarire la situazione, condividendo la preoccupazione degli utenti e considerando la fragilità della situazione che vivono. Laddove i problemi sollevati risultassero fondati, agiremo subito per risolverli con la massima priorità. Non permetteremo che le persone con fragilità si trovino private di un servizio cosi’ indispensabile. Sono fermamente convinta che l’unica scelta possibile per tutelare i cittadini e’ quella di continuare a sostenere le persone piu’ fragili“.