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Napoli – Una intervista a tutto campo, quella del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, a Radio Crc. Il governatore spazia dai temi della politica nazionale alle imminenti regionali. “Dal nuovo governo”, dice De Luca, “ mi aspetto una cosa che è stata annunciata: meno tweet, meno palle quotidiane e una maggiore serenità per l’Italia. Mi auguro che si apra, dopo la stagione della violenza, delle offese, del linguaggio sgangherato, la stagione della buona educazione. Già questo sarebbe una grande rivoluzione. Abbiamo alle spalle 10 anni di violenza del linguaggio”, aggiunge il presidente, “di salti in piazza, di offese agli interlocutori, di tensione continua. Non credo che un paese possa vivere permanentemente come fosse in guerra. Serve serenità, confronto, idee, opinioni in un contesto di rispetto reciproco. Mi aspetto un governo più concreto, meno chiacchiere, meno tweet, meno palle quotidiane, meno ministri impegnati più a fare registrazioni televisive che a lavorare”.

Con il cambio di maggioranza al governo del paese, De Luca vede tramontare la prospettiva dell’autonomia differenziata “spinta” che aveva in mente la Lega: “Credo che la prima ipotesi di autonomia”, riflette De Luca, “quella che avrebbe comportato la rottura dell’unità nazionale, del sistema scolastico unitario e del sistema sanitario unitario, sia molto probabilmente tramontata. Dico molto probabilmente perché qui bisogna sempre stare sempre con gli occhi aperti. La Campania ha avuto un grande merito quando, a febbraio, ha fatto un’iniziativa fortissima contro l’autonomia differenziata e quando abbiamo avanzato una nostra proposta che si poneva obiettivi di sburocratizzazione e non di rottura dell’unita nazionale. Il dibattito nazionale ha preso un’altra piega, ora seguiremo l’evoluzione del dibattito. L’autonomia”, argomenta il presidente della Campania, “deve significare avvicinare le decisioni ai cittadini, non perdere 3 anni per un parere del ministero dell’Ambiente per un dragaggio nel porto, rivedere le competenze delle Soprintendenze almeno per i pareri ambientali insignificanti, semplificare la vita delle imprese e dei cittadini ed evitare che l’Italia rimanga un paese impaludato, nel quale per realizzare un’opera ci mettiamo 15 anni anziché uno“. Vincenzo “lo sceriffo” illustra anche le sue idee per le regionali della prossima primavera: “Per l’amor di Dio”, ironizza  De Luca, “comincio a leggere di coalizioni, intese. Pensiamo a lavorare, io mi presenterò ai cittadini campani con i risultati e abbiamo già realizzato il 150% del programma presentato. Le liste sono già in campo, siamo attivi da anni, non è un problema. La politica politicante la lasciamo agli statisti”.
 
Carlo Tarallo