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di Carlo Tarallo

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è ormai agli sgoccioli della sua avventura politica. Tra poco più di un anno scadrà il suo secondo mandato a capo dell’amministrazione comunale, e l’ex pm non intravede all’orizzonte alcun futuro politico. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la sua volontà di candidarsi alla presidenza della Regione, ha poi fatto marcia indietro. Sperava in un accordo con il M5s, che però gli ha sbattuto le porte in faccia, eccezion fatta per il presidente della Camera, Roberto Fico. Sognava un seggio in parlamento, ma la sinistra, a livello nazionale, lo vede come il fumo negli occhi. Il recente rimpasto gli ha alienato moltissimi consensi, mentre le condizioni in cui versa la città, dal punto di vista dei più elementari servizi, sono sotto gli occhi di tutti.

Per salvarsi, de Magistris ha una sola speranza: che Vincenzo De Luca venga sconfitto alle regionali del 2020. Tra il sindaco e il governatore i rapporti sono al lumicino: se il presidente in carica dovesse essere rieletto, per Giggino, dal punto di vista politico, sarebbe la fine.

Se invece De Luca dovesse essere sconfitto da Stefano Caldoro, allora de Magistris potrebbe giocarsi la carta della disperazione, proponendosi come ultimo rappresentante della sinistra a Napoli e in Campania, ottenendo magari un seggio alla Camera o al Senato alle prossime politiche. De Magistris, dunque, scommette sul successo della destra alle regionali, e lo afferma anche pubblicamente: “Io credo”, ha detto nel corso di una intervista a Canale 21, “che il quadro sia ancora in evoluzione, ma se Caldoro De Luca dovessero candidarsi e uno di loro vincesse, non nego che dialogherei molto meglio con Caldoro”.

Quella di de Magistris è a tutti gli effetti una indicazione di voto: ci ritroveremo dunque, quando si voterà per le regionali, con i (pochi) sostenitori del sindaco “rivoluzionario” che andranno in cabina elettorale a votare per il candidato del centrodestra, la cui eventuale vittoria sancirebbe il trionfo della Lega e di Matteo Salvini anche in Campania, con tanti saluti all’integrazione, ai porti aperti, al pericolo di un ritorno del fascismo, alle manifestazioni contro il leader della Lega e a tutti gli sproloqui demagogici della insalata arancione. Nel meraviglioso mondo di Giggino, tutto è possibile.