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Napoli – “Io basta che alzo il telefono e si ferma la città”. Sono le parole pronunciate dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris poche ore prima della bocciatura da parte del Tar dell’ordinanza comunale sugli orari dei bar, in contrasto con quella della Regione Campania a cui invece viene data ragione.

Una decisione che l’ex pm si aspettava. Ma che, stando a quanto promette, non lo ferma. “Io vado avanti” dice facendosi forte di quanto assicurato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nella videoconferenza coi sindaci qualche giorno fa. Ovvero l’impegno a rimettere al centro il ruolo dei sindaci, che durante l’emergenza Covid-19 hanno “consegnato una delega in bianco” a Governo e Regioni per l’emergenza sanitaria.

E’ tutto videoregistrato. Io avevo fatto a Conte l’esempio dell’ordinanza chiedendo se dovevo attendere un intervento del Governo e mi è stato risposto che la potevo fare tranquillamente, certo auspicando un’intesa con la Regione”.

Intesa, che come noto, con la Regione Campania non c’è stata. Tutt’altro, si è finiti al Tar. “Ora il Governo intervenga a chiarire il conflitto tra Regione e sindaci o viene meno la tenuta democratica. Salta tutto” tuona de Magistris con lo sfondo del teatro San Carlo, dove stamattina era atteso per la presentazione del programma del Massimo napoletano. “Altrimenti vado dal Prefetto – annuncia determinato – consegno la fascia tricolore e mi metto quella napoletana. Che senso ha fare il sindaco se non abbiamo più prerogative. La situazione precipiterà perché noi sindaci ci toglieremo da mezzo a questo punto. Ci sarà la vertenza sociale sotto al Palazzo? Risponderemo: ‘Prego, andate da un’altra parte, noi non esistiamo più’”.