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Cosa ha spinto Giorgia Meloni a venire a Caivano? Non lo so. Mi sono meravigliato moltissimo quando è venuta in parrocchia. Io le dissi che noi avevamo un grande desiderio di applaudirla, per cortesia si prenda i nostri applausi ma si può prendere anche i nostri fischi. E noi abbiamo fischiato troppo”. Lo ha detto don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, nel corso della puntata di ‘Porta a Porta’ in onda questa sera.
“Lei sta mantenendo gli impegni. Qualcuno dice che c’è molto ancora da fare e ci mancherebbe, Ma ho il dovere di dirle grazie”, ha proseguito il parroco del Parco Verde.
Io penso di aver fatto la cosa più normale. Io sono mandato in questo quartiere e non ho mai chiesto di andare, sarei stato un vigliacco”, ha proseguito ricordando che il Parco Verde “è diventata la più grande piazza di spaccio di Europa sotto gli occhi distratti di tutti ma ora la droga non si sta vendendo”.
In nove mesi, ha proseguito ancora “è cambiato tanto” ricordando le opere avviate all’ex centro sportivo, che negli anni passati era diventato una discarica e penso “che per la fine del mese i primi bambini potranno nuotare nella piscina”.
A me il colore politico interessa relativamente. Io chiesto aiuto a Renzi quando c’era Renzi, a Conte quando c’era Conte. Ho bussato ad una porta che si è aperta ed ho il dovere di dire grazie”, ha aggiunto.

Non so perchè De Luca abbia detto questo. Io non guardo i suoi monologhi perchè il suo modo irruento a me non piace”. Così don Maurizio Patriciello, parlando a ‘Porta a Porta’, nella puntata in onda questa sera, è tornato sulla polemica accesa dal governatore della Campania che lo scorso venerdì lo ha definito ‘il Pippo Baudo dell’area a nord di Napoli‘ facendo riferimento alla presenza del sacerdote all’iniziativa sul premierato promossa da Giorgia Meloni.
A De Luca dico prendiamoci un caffè, diamoci la mano. Lo vorrei abbracciare. Ognuno si faccia le campagne per conto proprio ma senza tirare in ballo me”, ha aggiunto il parroco del Parco Verde.

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