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Capri – Si chiamava Emanuele Melillo il giovane deceduto nel terribile incidente avvenuto a Capri. Emanuele aveva 33 anni e viveva a Napoli, nella zona del centro storico: era separato, aveva un bimbo e – raccontano i colleghi – una nuova compagna in dolce attesa. I suoi compagni di lavoro lo descrivono come un ragazzo ”molto solare, scherzoso, un giocherellone”. Sconforto e dolore tra gli amici e i colleghi che conoscevano il ragazzo e tanti stanno inondando di messaggi di cordoglio la sua bacheca Facebook. L’uomo lascia una moglie incinta, infatti, aspetta un bambino da poche settimane e aveva comunicato la gravidanza via social.

A bordo del mezzo, più affollato del solito perché questa mattina la funicolare era chiusa, c’erano oltre dieci persone; si contano altri 28 feriti in totale, di cui 4 gravi, due dei quali trasportati a Napoli tra cui un bambino, che è stato ricoverato al Santobono per diverse fratture. 

Emanuele tutti i giorni faceva il pendolare da Napoli per andare a lavorare sull’isola azzurra dove era impiegato all’Atc, l’azienda trasporti caprese, da diversi anni. ‘Aveva un contratto a tempo determinato, tipo stagionale – riferisce all’ANSA Franco Chierchia, delegato Usb in Atc – ma essendoci una carenza di organico riusciva a lavorare quasi tutto l’anno anche perché in inverno quando la funicolare è chiusa per manutenzione noi con i bus forniamo il servizio sostitutivo. Quindi era un lavoratore esperto che conosceva le strade dell’isola”. Tra i colleghi circola l’ipotesi che Emanuele abbia avuto un malore mentre era alla guida del mezzo e che dunque ne abbia perso il controllo anche perché nel tratto in cui si è verificato l’incidente la carreggiata è rettilinea. Rispetto alle condizioni del parco mezzi di ATC, il delegato sindacale sottolinea che ”è un po’ vecchio. Qui ci sono ancora in circolazione mezzi Euro 0 per cui era stata fatta una deroga fino al 2020 ma camminano ancora, però la vettura dell’incidente era più recente: un Tractor di seconda generazione. Il parco mezzi è assolutamente da rimodernare”. Complessivamente a Capri sono 25 i bus ATC che effettuano servizio la cui capienza, al 100 per cento, è di 36 passeggeri, ma per le norme anti covid allo stato attuale la capienza è ridotta all’80 per cento.

Intanto sono in corso i rilievi da parte della polizia scientifica di Napoli sul luogo del disastro a Capri. Gli esperti, con l’ausilio dei vigili del fuoco, stanno cercando di ricostruire la traiettoria del minibus finito nel dirupo. Sulle cause del disastro, fanno sapere gli investigatori, al momento è prematuro formulare qualsiasi ipotesi. Il quadro potrebbe essere più chiaro solo quando il mezzo verrà recuperato e verranno evidenziati i punti di impatto.

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