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Napoli – La stabilizzazione negli enti locali resta un miraggio e in Campania monta la rabbia dei lavoratori Apu (Attività di pubblica utilità). Una manifestazione di protesta per chiedere lavoro e misure concrete per risolvere il problema del precariato in Campania è in corso da stamattina con l’occupazione dei centri per l’impiego di Napoli, Cava de’ Tirreni, Castellammare di Stabia e Aversa.
 
I lavoratori, circa 2600, vogliono tornare a lavorare negli enti locali nei quali in passato erano collocati. Senza il loro apporto, spiega il sindacato Usb, «le attività di pubblica utilità non potranno essere più effettuate a causa dei tagli degli ultimi anni e il blocco del turn over». Il concetto viene spiegato con ulteriori dettagli all’interno del volantino che proprio in queste i manifestanti stanno distribuendo: «Siamo stanti di essere trattati come numeri, di sentire che non ci sono soldi per noi e per il nostro futuro. Con i pensionamenti e la quota 100, nelle pubbliche amministrazioni ci sarà un buco di 400mila posti di lavoro».
 
Stabilito l’incipit, ecco dunque l’appello dei precari Apu: «Chiediamo che le istituzioni risolvano una volta per tutte il problema del precariato in Campania e chiediamo una risposta immediata a chi da mesi non ha più reddito. Vogliamo tornare a lavorare negli enti locali dove eravamo collocati. Senza il nostro apporto i comuni campani sono in ginocchio a causa dei tagli degli ultimi anni e del blocco del turn over. La Campania e il Sud hanno bisogno di politiche urgenti mirate agli investimenti pubblici».