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Napoli – Il green pass non può essere una sorta di surrogato al vaccino, sicuramente è un incentivo ma la strada maestra resta l’obbligo vaccinale“. E’ quanto afferma Lorenzo Medici, segretario generale della Funzione Pubblica Cisl Campania, secondo il quale “nella pubblica amministrazione ci sono troppe criticità da affrontare e la fase dei controlli resta la parte più delicata: tra vincoli del garante sulla privacy e chi esegue materialmente i controlli si prospetta un decollo non facile del dispositivo”.
Vero è – aggiunge Medici – che le linee guida prevedono controlli a campione almeno per il 20 per cento dei lavoratori nella parte antimeridiana, ma ci sono da considerare anche tutti i lavoratori delle ditte appaltanti, fornitori e ditte di pulizie comprese. Con quale autorità si potranno individuare i lavoratori preposti ai controlli? Per non parlare poi del sottorganico strutturale della pubblica amministrazione, con 500.000 addetti in meno, ci si può permettere di perdere ore lavorate per destinare il personale ai controlli? E poi ci sono i piccoli Comuni che a stento dispongono di personale per i servizi essenziali. Come faranno a controllare tutti?” “Le linee guida – sottolinea Medici – indicano la possibilità di differenziare gli orari di accesso e l’apertura di uffici, ma in Campania, con un sistema trasporti al collasso, sarà possibile? Nel settore della sanità, con quello che c’è da fare, chi sarà preposto ai controlli delle ditte esterne? Gli operatori sanitari, che sono già pochi, dal momento che il personale amministrativo è insufficiente?” Insomma – conclude Medici – mi sembra un bel pasticcio, considerando anche che l’utenza non sarà soggetta a controllo”.