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Napoli – “Il dipinto è stato ritrovato sabato grazie a una brillante e attenta operazione di polizia. Non c’era una denuncia in merito e infatti abbiamo contattato il Priore che non era a conoscenza della scomparsa, in quanto la sala dove è conservato il quadro non è aperta da tre mesi”. Sono le parole del procuratore capo di Napoli Giovanni Melillo in merito al furto di un “Salvator Mundi” di scuola leonardesca, del XV secolo, ritrovato sull’armadio in un basso in Strada Provinciale delle Brecce, ai margini del quartiere di Ponticelli, a Napoli. Un quadro rubato in un furto di cui non si sapeva nulla, perchè era conservato in una sala chiusa al pubblico da quasi un anno per il covid.

Il dipinto era nel museo “Doma” della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola ed è attribuito a Girolamo Alibrandi. Le forze dell’ordine ora stanno indagando per capire chi ha trafugato il quadro, soprattutto perche’ “nulla fa pensare – ha detto Melillo che sia stato necessario ricorrere a una effrazione o superare ostacoli. Le indagini continuano anche perche’ non è certa la collocazione temporale del furto”. Un raid mirato: “Chi lo ha preso voleva quel quadro – ha aggiunto il capo della Procura – e può essere una congettura plausibile che sia stato un furto su commissione da parte di una organizzazione dedita al commercio d’arte internazionale”. Il ritrovamento, che il questore di Napoli Alessandro Giuliano definisce “un’operazione che consente di recuperare un pezzo importante del patrimonio artistico della citta’, e ricordo che il patrimonio fa parte dell’identita’ della citta’ stessa”, è stato condotto dalla squadra mobile di Napoli, guidata da Alessandro Fabbrocini: “E’ stata una attività particolarmente complessa – spiega Fabbrocini – e ci da’ grande soddisfazione aver restituito un bene di cosi grande importanza per la citta’ di Napoli. Abbiamo anche risolto un caso prima ancora che si creasse, visto che non c’era una denuncia e che il custode non sapeva che fosse stato sottratto. L’arrestato ha fornito dichiarazioni poco credibili di un acquisto casuale fatto a un mercatino, e’ incensurato e ha una attivita’ commerciale, difficilmente avrebbe avuto un interesse diretto. Il valore? Il priore che lo aveva in custodia ci ha ricordato che l’originale e’ stato venduto a 480 milioni di euro”.