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Di Marina Cappitti

Nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione firmata da altri 36 parlamentari per chiedere al Governo di intervenire sul Comune di Napoli, a rischio dissesto. “Per chiedere ai ministri dell’Interno e dell’Economia e Finanze di trovare una soluzione per evitare che l’amministrazione de Magistris continuasse a fare altri danni”.

Senatore Vincenzo Presutto poche ore fa invece il suo partito, il M5S, insieme al Pd ha portato e approvato in Commissione Bilancio e Affari Costituzionali alla Camera un emendamento che salva il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il Comune.

“L’emendamento salva solo il sindaco di Napoli che potrà restare a galleggiare per un altro anno ancora”.

Quindi non è un Salva Napoli?

“Assolutamente no. Il sindaco parla di persone, riferendosi anche a me, che vogliono distruggere Napoli. La verità è che non c’è nulla da distruggere perché la città è già stata distrutta, rasa al suolo dalle cattive amministrazioni. Noi siamo quelli che vogliono recuperarla sul serio e questo emendamento che congela per un anno gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale serve soltanto al sindaco de Magistris non a Napoli”.  

L’emendamento l’ha firmato il Movimento Cinque Stelle a cui Lei appartiene.

“L’emendamento ha una sua logica se lo si inquadra a livello nazionale, ed  è stato voluto e sicuramente dettato dall’Anci (Associazione nazionale del Comuni italiani, ndr) per far fronte a problematiche che riguardano un numero consistente di Comuni”.

Ma quali e quanti sono nelle stesse condizioni del Comune di Napoli?

“Appunto. Torino che è una grande città ha fatto ad esempio un concordato preventivato e meglio controllato. Nella maggior parte parliamo di piccoli Comuni, Napoli essendo più grande e terza città d’Italia ha fatto evidentemente anche spese maggiori. Per mettere in sicurezza tutti i Comuni indirettamente anche Napoli ne beneficia, ma esclusivamente come amministrazione perché ribadisco i dati contabili del Comune sono devastanti”. 

Un de Magistris fortunato…

“Per poco. Il re è nudo”.

Non c’era un modo per distinguere quei Comuni diciamo poco virtuosi?

“Ho chiesto ‘Che cavolo state facendo’ ma mi è stato spiegato che non si può fare una distinzione  perché l’ emendamento risponde a una sentenza della Corte Costituzionale”.

Quindi a questo punto era inutile anche la sua interrogazione?

“Assolutamente no. La mia domanda resta ancora aperta: io ho chiesto ai ministri di intervenire sul problema di Napoli e dei napoletani che l’emendamento non risolve. Il Comune ha la tassazione al massimo, le spese bloccate e ha un organico comunale sottodimensionato. In più è incapace di incassare le imposte. Il provvedimento da inserire nel Milleproroghe non si occupa di tutto questo ma sterilizza gli effetti della sentenza, sposta i debiti e aiuta solo il sindaco”.