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Castellammare di Stabia (Na) – Una chiacchierata col responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi, per fare il punto della situazione e, soprattutto, capire cosa accadrà quando ripartiranno i campionati. Grandi difficoltà per i big, immaginarsi cosa possa essere per i più giovani.

Si parla tanto dell’evoluzione dei campionati Professionisti, ma i campionati giovanili?

Credo proprio che l’intero panorama calcistico giovanile si possa ritenere concluso per la stagione 19-20, il settore giovanile vive in connubio con il mondo scolastico bisogna solo pensare a garantire la salute dei ragazzi in questo momento

Cosa immagina alla ripartenza delle attività?

“Certamente bisogna trovare alternative diverse dalle scorse stagioni calcistiche, ci saranno anomalie strutturali in ogni società, le dico in esempio, sotto l’aspetto tecnico: tutte le società Professioniste devono formare la categoria U15 Nazionali, e quest’anno non hanno potuto effettuare stage selettivi per l’anno 2006, quindi le valutazioni degli atleti subiranno variabili di errori, oltre a tante altre difficoltà che verranno in tutte le rose.
Sotto l’aspetto organizzativo tutte le realtà giovanili, professionistiche e associazioni dilettantistiche, dovranno ottemperare obblighi sulle distanze di sicurezza, sull’igiene, sugli assembramenti, insomma non si può negare che vanno trovate alternative che diano man forte a tutte le società impegnate nel mondo giovanile”

Nelle ultime stagioni, sono cambiati vari assetti societari, lei sempre al timone del Settore Giovanile Giallo-Blù……

Di questo posso solo essere orgoglioso, ripago la fiducia della società, quotidianamente nel mio lavoro, anche quest’anno come matricola ci siamo fatti trovare pronti nelle categorie Under e disputando il campionato Primavera sotto-età, portando ragazzi in prima squadra, certamente i meriti sono di tutti i componenti del settore giovanile, dai tecnici ai dirigenti, dalla segreteria allo staff sanitario.”

Insieme alla Bandiera della Juve Stabia : Roberto Amodio

Roberto è un grande conoscitore di calcio, soprattutto avendolo giocato a livelli alti, ha la capacità di sminuire le banalità e dare importanza alla prospettive che possa avere ogni singolo ragazzo.
Il confronto è continuo, ripeto è un grande intenditore, sono contento di averlo riportato anche nel mondo giovanile, è una persona sana.”

Una Juve Stabia targata Fabio Caserta, sorprendente, che alla sospensione del campionato naviga in zona tranquilla.

Diciamo che la squadra vista in campo durante questa stagione, rispecchia lo spirito del tecnico e della società; combattiva e organizzata, una neopromossa che si è fatta valere su ogni campo, superlativa nelle gare casalinghe con l’apporto del pubblico che aggiunge quel pizzico di sano agonismo, bisogna continuare su questa strada per raggiungere l’obbiettivo salvezza”

La salvezza la raggiungerà ritornando al calcio giocato?

Il mondo del calcio deve essere gerarchico, io posso rispondere sul settore giovanile, ma sul calcio dei grandi non ho la competenza di poter dare una soluzione, posso comprendere le difficoltà delle società di ogni categoria nell’esercitare le misure ristrettive,
ma sono sicuro che chi è preposto a trovare le soluzioni, attuerà le migliori possibili.”

Sotto l’aspetto economico i club Professionisti e le società dilettanti rischieranno di fallire, perderanno molti introiti.

È un periodo di grande sacrifici, tutti dovranno fare la loro parte, equiparando i vari settori. Nel mondo professionistico, ci sono tesserati che guadagnano in un’anno quello che guadagna un loro collega in dieci anni, certamente non si può avere un’unica soluzione di tagli.
Nel mondo dei dilettanti, si è giocato 4 mesi in meno, bisogna trovare la formula per rimborsare alle società e alle scuole calcio questi mesi mancanti, sia sotto l’aspetto delle iscrizioni che per i tesseramenti, magari scalandoli dalle spese della prossima stagione. Penso anche al 5×1000 che molte Asd dall’anno 2015 si sono visto stanziare, ma non accreditare, sarebbe il momento giusto da parte degli Enti preposti, di elargire tali spettanze alle Associazioni”. Ripeto, però, sono fiducioso nelle alte cariche del Consiglio Federale della Figc e del Coni; porteranno sicuramente proposte al Ministero dello Sport, idonee ad una soluzione per la ripartenza di tutti, l’Azienda Calcio è tra le prime dieci industrie italiane, bisogna considerarla come tale”