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Proseguono le azioni del Comune di Napoli per la valorizzazione del patrimonio culturale partenopeo: in linea con le iniziative che, per il Maggio dei Monumenti 2024, hanno portato cittadini e turisti a scoprire luoghi solitamente inaccessibili, nel mese di giugno tesori d’arte della città saranno straordinariamente visitabili, in occasione del progetto “Le Chiese ritrovate”. 

A partire da sabato 8 giugno, nelle chiese di San Pietro a Maiella, SS. Cosma e Damiano, San Pietro Martire, Santa Maria della Colonna e Santa Croce e Purgatorio al Mercato, che tornano accessibili dopo essere state interessate da interventi di riqualificazione e restauro realizzati nell’ambito del “Grande Progetto Centro storico di Napoli – Valorizzazione del Sito UNESCO”, ogni sabato e domenica del mese, alle ore 10.00 e alle ore 11.00, saranno previsti turni di visita guidati interamente gratuiti. Per partecipare è necessaria la prenotazione tramite EventbriteLe prenotazioni potranno essere effettuate da ogni martedì alle ore 12.00 per il fine settimana successivo. Per informazioni è attivo il numero 338 226 6734.

L’obiettivo principale del Grande Progetto Centro storico di Napoli – Valorizzazione del Sito UNESCO” è quello di dar luogo ad una riqualificazione di parte del centro storico di Napoli che non si limiti al solo recupero del costruito, con interventi puntuali, ma che, pur mirando alla conservazione del patrimonio dell’antico impianto, agisca sia sul tessuto urbanistico ed edilizio sia su quello sociale, ambientale e delle attività artigianali legate alla tradizione partenopea.L’iniziativa di apertura straordinaria nei fine settimana del mese di giugno delle chiese, resa possibile grazie ai lavori realizzati dal Comune di Napoli, si inserisce nel quadro delle iniziative messe in atto dall’Amministrazione comunale nell’ottica del programma di valorizzazione del Centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità in concomitanza con l’aggiornamento del Piano di Gestione del sito UNESCO in corso di realizzazione.

“Grazie allo straordinario lavoro di ripristino e restauro condotto nell’ambito Grande Progetto Centro storico di Napoli – Valorizzazione del Sito UNESCO, Napoli ritrova oggi cinque siti d’arte di grande interesse, che aprono eccezionalmente le proprie porte a cittadini e turisti per un ciclo di visite guidate. Prosegue così l’impegno dell’Amministrazione comunale per la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale, che pone le politiche per la fruizione al centro della propria azione, per consentire ai cittadini di riappropriarsi di Napoli, riscoprendo e ‘abitando’ gli straordinari luoghi d’arte della città”, afferma il coordinatore per le politiche culturali del Comune di Napoli.

Di seguito il dettaglio delle aperture con visita:

– Chiesa di San Pietro a Maiella
sabato 8 giugno ore 10 e 11
domenica 9 giugno ore 10
– Chiesa dei SS. Cosma e Damiano
sabato 15 e domenica 16 giugno ore 10 e 11
domenica 16 giugno ore 10 e 11
– Chiesa di San Pietro Martire
sabato 22 giugno ore 10 e 11
domenica 23 giugno ore 10
– Chiesa di Santa Maria della Colonna
sabato 29 giugno ore 10 e 11
domenica 30 giugno ore 10 e 11
– Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato
sabato 8, 15, 22 e 29 giugno ore 10 e 11
domenica 9, 16, 23 e 30 giugno ore 10 e 11
 

Nella chiesa di San Pietro a Maiella sarà possibile ammirare il prezioso cassettonato ligneo che campeggia sulle capriate dell’austera navata e del transetto in forme gotiche. Riccamente intagliato e dorato fu realizzato da una bottega artigiana napoletana e rappresenta uno degli elementi di maggior pregio della chiesa unitamente alle famose tele di Mattia Preti raffiguranti la triplice vita di San Pietro Celestino cominciata come eremita, proseguita con l’opera di pontefice, ed infine come santo.

Da ammirare, nella Chiesa dei SS. Cosma e Damianol’originale impianto architettonico della chiesa che sorge nell’area dove prima esisteva la loggia dei Banchi Nuovi di fatto attualmente inglobata al suo interno. Un geniale progetto di adattamento ha preservato integralmente la preesistenza rispettando, nel contempo, i dettami controriformistici. Sono tutt’ora riconoscibili internamente e in facciata elementi e strutture della loggia cinquecentesca, a pianta quadrata, con archi a tutto sesto e pilastri in piperno

Voluta dal Carlo II d’Angiò, che donò il sito in prossimità del mare ai frati domenicani richiedendo l’edificazione di una chiesa in onore di “San Pietro Martire da Verona”, la Chiesa di San Pietro Martire è oggi ammirabile nelle sue vesti barocche grazie agli interventi di abbellimento che proseguirono durante tutto il 700, che hanno ricoperto di raffinati di strucchi la navata e le cappelle. Sono conservati al suo interno ancora dipinti su tavola, su tela, sculture lignee, dipinti su rame, arredi lignei e pregevoli opere in marmo ad opera di artisti quali Jacopo della Pila, Fabrizio Santafede, Giovanni Bernardino Azzolino, Girolamo Imparato, Andrea Falcone, Francesco Solimena, Salvatore Pace, Giuseppe Marullo, Antonio Sarnelli, Girolamo Cenatiempo, Giacomo del Pò, Carlo Mercurio, Bartolomé Ordóñez, Giovanni da Nola, Giovanni e Pacio Bertini, Giacinto Diano e Sebastiano Conca.

Nella chiesa di Santa Maria della Colonna, oltre alla facciata riccamente decorata con stucchi e statue su cui campeggia lo scudo con le tre “pignatte” simbolo della celebre famiglia napoletana dei Pignatelli, sarà possibile ammirare gli ambienti della chiesa e la corte del complesso monumentale. Di particolare pregio la decorazione interna a stucco nonché il rivestimento in marmi policromi, sia dell’altare maggiore, che degli altari del braccio trasversale. Pregevole, infine, è l’organo addossato alla controfacciata, che presenta intagli lignei realizzati da Domenico Bertone.

Situata al centro della settecentesca esedra di Piazza Mercato, la chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato si eleva su una pianta a croce greca, sormontata al centro da un’alta cupola decorata con maioliche di colore giallo, verde e azzurro e motivi floreali con lanternino. Al suo interno si trovano ancora una colonna di porfido sormontata da una croce in marmo, datata 1351, recante alla base due bassorilievi raffiguranti la Crocifissione e il Pellicano, una chiave di volta dell’antica chiesa trecentesca, tradizionalmente ritenuta il cippo della decapitazione del principe svevo su cui sono scolpiti una corona di alloro e il simbolo dei cuoiai, una pelle tesa, nonché gli elementi smembrati di uno dei rari esemplari a Napoli e in Europa di Macchina delle Quarantore, l’imponente apparato barocco montato avanti l’altare maggiore durante le liturgie pasquali e composto di una struttura lignea a raggiera dorata in oro zecchino.