- Pubblicità -
Tempo di lettura: 2 minuti

Il pronto soccorso dell’ospedale S. Maria della Pietà di Nola versa in condizioni molto critiche. Parliamo di un servizio che dall’inizio dell’anno ad oggi ha contato oltre 47 mila prestazioni e serve una popolazione di circa 600mila abitanti. Il pronto soccorso vanta, si fa per dire, appena 11 medici (8 strutturati e 3 reclutati attraverso convenzioni e contratti a tempo) che si barcamenano non solo tra i numerosi turni scoperti ma anche tra i tanti pazienti che, con la carenza di posti letto nei reparti ordinari, restano in pronto soccorso anche quando dovrebbero essere trasferiti in corsia. Quando va bene ci sono tre medici per turno, quando va male soltanto due ma, quando vi sono degli imprevisti, la situazione diventa davvero ingestibile. Un giorno sì e l’altro pure, fuori dal pronto soccorso le ambulanze restano in attesa per ore di poter riprendere il servizio, ma non possono farlo perché le barelle vuote, in assenza di letti dove poter accogliere gli ammalati, non tornano indietro. Il presidio ospedaliero S. Maria della Pietà è alle corde, le troppe utenze e il ridotto personale sanitario determinano file interminabili, disagi diffusi a causa della mancanza di attrezzature ritenute all’altezza e dei reparti strapieni che costringono gli utenti a rivolgersi ad istituti privati, in alcuni casi dimessi per poi essere spediti, autonomamente, al Moscati di Avellino o all’Ospedale del Mare di Napoli”. A denunciarlo attraverso un’interrogazione a risposta scritta è il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Gennaro Saiello.

Nella mia interrogazione – conclude Saiello – ho chiesto alla giunta regionale di monitorare quanto sta accadendo circa la gestione del personale e dei servizi al S. Maria della Pietà e in tutte le Asl e le aziende ospedaliere della Regione e di adottare interventi immediati per garantire alla comunità dell’area nolana il diritto ad una giusta, pronta e buona sanità pubblica”.