Tempo di lettura: 3 minuti

Di Carlo Tarallo 

Napoli – Quando alle due di questa notte in Italia l’arbitro Fernando Echenique ha fischiato la fine della partita della prima divisione argentina tra i padroni di casa del Newell’s Old Boys di Rosario e gli ospiti del Gimnasia La Plata, lo stadio intitolato al “Loco” Marcelo Bielsa,che del Newell’s è stato prima giocatore e poi allenatore, è esploso di gioia. Cosa c’è di strano? Solo un dettaglio: la squadra di casa aveva perso per 4 a 0. Come se nulla fosse, i 40mila hanno continuato a cantare, cantare, cantare, prima di riversarsi, festosi, in città, attraversando il Parque Independencia senza nessuna voglia di tornare a casa.

Hanno aspettato la mezzanotte per festeggiare il compleanno di Diego Armando Maradona, allenatore del Gimnasia, che nel Newell’s aveva giocato appena 5 partite, nel 1993: hanno aspettato e hanno festeggiato il loro idolo, che ovunque vada, con il suo Gimnasia, non è mai ospite ma padrone di casa.

Lo avevano già osannato per l’intero pomeriggio, El Diez, che in Argentina e a Napoli non è mai ospite, ma sempre padrone di casa. Gli hanno riservato una poltrona simile a un trono, al posto della panchina. Diego oggi compie 59 anni, ma l’età non è un concetto che può essere accostato a entità sovrannaturali, e quindi Diego di anni ne ha ancora 5, ne ha 9, ne ha 900 e 59 milioni, come preferite, perché il suo sinistro ha piegato lo spazio e il tempo.

Diego, come ben sa chiunque lo conosca, ha festeggiato la vittoria dei suoi “lobos”, che lo hanno voluto in panchina quando sembravano ormai praticamente retrocessi, con la stessa gioia di quando ha alzato la Coppa del Mondo nel 1986 in Messico, o di quando ha vinto i due scudetti e la Coppa Uefa a Napoli, o di quando, da bambino, ha segnato la sua prima doppietta su un campo di terra battuta nel quartiere povero di Lanus, sobborgo di Buenos Aires.  La magia del Dio rimasto bambino, è questa qua.

Coincidenza per coincidenza, oggi il Napoli gioca in casa contro l’Atalanta, e così i partenopei potranno festeggiare il compleanno del Diez al San Paolo. Ci sarà, in tribuna, anche Marek Hamsik, capitano di un altro Napoli. Ci saranno, sugli spalti, i tifosi azzurri, con il cuore pieno di amore per Diego, ora come allora, per sempre. Ci saranno, ci saremo, per onorare colui il quale ha dimostrato a tutto il mondo che Napoli può essere la capitale del pianeta terra, mica di una nazione o di una regione. Può esserlo e lo è stato, e lo sarà per sempre. Buon compleanno, Diego.