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Questa è una storia in cui la fune, alla fine, rischia di spezzarsi sul serio. Non tira un’aria buona tra il centrodestra e l’uomo che dovrebbe rappresentarlo nella corsa per Palazzo San Giacomo: Catello Maresca. E il rischio, a questo punto, è che da entrambi i capi della fune si finisca per terra. A Roma, è questo il ragionamento che tiene impegnati Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. I quali sarebbero contentissimi di sostenere Maresca candidato sindaco.
 
Ma non sanno a che punto può arrivare la loro pazienza visto che poi si ritrovano davanti agli occhi post come l’ultimo pubblicato sull’account ufficiale dell’ex pm della Dda: “Non riusciranno ad etichettarci! Il nostro è un progetto civico al servizio di Napoli” e sotto la foto del titolo del Corriere del Mezzogiorno di oggi: “Centrodestra, fumata nera su Maresca. Lui: Io civico, né di destra né di sinistra”. 
 
E quindi. Ad un certo punto, oggi, sono spuntate due novità: un ultimatum dei vertici nazionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. E un sondaggio. 
 
Partiamo dal primo: si è manifestato con un messaggio a firma, per Forza Italia, Licia Ronzulli e Maurizio Gasparri: “Il tavolo nazionale sulle elezioni amministrative ha deciso di dare tempo fino a lunedì a quelli regionali di concordare le candidature a sindaco. Successivamente sarà il tavolo nazionale ad assumere decisioni, in contatto con i dirigenti regionali”.
 
Tradotto in napoletano: Maresca ha tempo fino a tutto il prossimo weekend di cambiare tono alla sua campagna elettorale. 
 
I giri di valzer del magistrato in aspettativa non convincono più. Dire un giorno che “c’è bisogno ancora di Silvio Berlusconi in prima linea” e poi correre a smentire se stesso sui social dicendo che erano parole senza alcun contenuto politico, rischia solo di logorare un rapporto che tutti sanno vecchio ormai di oltre un anno.
 
Questo, naturalmente, volendo sorvolare sulle frasi amorevoli che Maresca, negli ultimi giorni, ha dedicato prima al Governatore Vincenzo De Luca. E ieri persino ad Antonio Bassolino.
 
Insomma – fanno sapere da Roma – se questa è una tattica politica, non l’ha capita nessuno. Anzi. Rischia solo di disorientare un elettorato, sia esso civico che di centrodestra, che quando invoca una “politica nuova” certo non si riferisce a quella delle continue giravolte e delle ambiguità su tutti e tutto. 
 
E quindi: a suggellare questo ragionamento, sempre a Roma, circola un sondaggio che nei prossimi giorni dovrebbe essere reso pubblico e che la dice non lunga. Ma lunghissima. Popolarità di Catello Maresca: 12%. Popolarità di un candidato sindaco espressione del centrodestra: 26%. Come dire: al ballottaggio con Manfredi ci andrebbe il candidato dei partiti, non Maresca. La fune è tenuta assieme ancora da pochi filamenti.