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Napoli – Il 26 maggio 2016 veniva intitolata a Petru Birladeanu la stazione di Montesanto a Napoli, un gesto che levava quel triste velo di indifferenza sulla tragica uccisione del suonatore di fisarmonica. Oggi sono 11 anni esatti da quel 26 maggio 2009 quando la camorra, nel corso di una stesa, ammazzava “per errore” il musicista rumeno Petru Birladeanu.

Colpito per sbaglio da uomini della criminalità organizzata morì sui tornelli della stazione della Cumana di Montesanto, dove andava per suonare la sua fisarmonica all’interno dei vagoni del treno.

La sua fisarmonica, dallo scorso luglio, è custodita in una teca esposta proprio all’interno della stazione napoletana, affinché non si perda la memoria di quel tragico avvenimento. L’iniziativa venne messa in atto dal presidio di Libera Vomero – Arenella grazie al contributo della Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, dell’EAV e della F.A.I. (Federazioni delle Associazioni Antiracket ed Antiusura italiane).

Oggi nel undicesimo anniversario di quella assurda morte i volontari del presidio Libera Vomero–Arenella ricordano la storia del musicista rumeno dedicandogli un video per l’anniversario della scomparsa.

La sua storia ha cambiato noi – raccontano oggi i ragazzi di Libera – che abbiamo deciso di dedicargli il nostro Presidio, e tantissime persone che abbiamo incrociato in questi anni: studenti, professori, attivisti e concittadini. In questo video ci sono alcune delle tappe del percorso di memoria che abbiamo costruito insieme in questi anni, consapevoli che tante ancora ce ne aspettano”.

Petru Birladeanu, vittima innocente della camorra

Undici anni fa, il 26 maggio del 2009, Petru Birladeanu veniva ammazzato dalla camorra durante una stesa. Davanti alla stazione di Montesanto a Napoli, dopo una giornata passata a suonare la sua fisarmonica nei treni della cumana per i passeggeri, veniva colpito dai proiettili vaganti sparati all'impazzata da otto uomini col volto coperto a bordo delle loro moto. Petru non è stato dimenticato. La sua storia ha cambiato noi, che abbiamo deciso di dedicargli il nostro Presidio, e tantissime persone che abbiamo incrociato in questi anni: studenti, professori, attivisti e concittadini.In questo video ci sono alcune delle tappe del percorso di memoria che abbiamo costruito insieme in questi anni, consapevoli che tante ancora ce ne aspettano."Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere": i volti di Petru e di tutte le vittime innocenti delle mafie devono graffiarci dentro, devono spingerci a fare di più. Il cambiamento passa attraverso le parole e l’impegno di ognuno di noi.

Publiée par Presidio di Libera Vomero-Arenella sur Lundi 25 mai 2020