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È venuto a mancare don Elvio Damoli, 88 anni, due volte direttore della Caritas dell’arcidiocesi di Napoli.

don Damoli è nato a Verona nel 1932, ed apparteneva all’Opera don Calabria. E’ stato direttore della Caritas italiana dal 1996 al 2001 e di Napoli dal 1979 al 1985, per l’emergenza del terremoto del 1980, e dal 1991 al 1996.

Don Elvio è stato anche cappellano di Poggioreale e responsabile della pastorale carceraria.

L’attuale cappellano di Poggioreale, don Franco Esposito, ha ricordato don Elvio con una commovente lettera pubblicata su Facebook:

Caro don Elvio, ancora prima di entrare in seminario sei stato per me una guida e un testimone. per la nostra Chiesa sei stato un pilastro e se oggi esiste una sensibilità particolare per i poveri nella nostra comunità diocesana e anche grazie a te. Quanta grazia ho ricevuto nell’esserti stato accanto in alcuni momenti del tuo servizio pastorale.

Ricordo con profonda gratitudine quando nel periodo del terremoto, nei miei vent’anni, ho avuto la gioia di fare il servizio civile come obiettore di coscienza nella Caritas dove tu eri direttore posso dire che il tuo amore per gli ultimi, in quel periodo tra i campi container, mi ha fatto scoprire ancora di più il volto di Cristo nei sofferenti e la tua dedizione senza risparmio mi ha insegnato a scegliere una vita di servizio e poi a intraprendere il cammino per diventare prete, un prete servo.
 
Ricordo con commozione, quando nel periodo della guerra nella ex Iugoslavia, mi chiedesti di accompagnarti, io giovane prete ti dissi subito di si e in quei giorni in Croazia tra il boato delle bombe che cadevano e il rumore costante degli spari io ti guardavo, vedevo la tua serenità, il tuo semplice pregare, la tua serietà nel progettare aiuti concreti, il tuo sorriso incoraggiante, e guardandoti da giovane prete, imparavo a diventare prete.
 
Sempre ti ho guardato come un punto di riferimento, ricordo la tua gioia quando ti comunicai che il Cardinale mi aveva chiesto di fare il cappellano al carcere di Poggioreale, e in questi anni mi sei stato maestro e guida, in questo servizio, che tu per tanti anni avevi svolto lasciando un segno indelebile in tanti cuori che nel carcere ti avevano incontrato.
 
Quando poi quindici anni fa ti feci sapere che il Cardinale aveva istituito l’ufficio per la pastorale carceraria, per te fu una vittoria, in passato lo avevi chiesto tante volte e non ci eri riuscito, e mi avevi tanto stimolato a non arrendermi nel chiederlo sapevi che per servire bene i poveri bisognava avere degli strumenti che facevano del servizio non una mera assistenza, ma un impegno per la promozione e la dignità della persona.
 
Quando negli ultimi anni venivi a Napoli per te, e per me in particolare, era una gioia averti nella casa di accoglienza per detenuti, che bello era vederti a tavola con noi, guardarti conversare con gli ospiti della casa, percepire la tua soddisfazione per me era il regalo più bello, perché potevo dirti, senza dirtelo, tutto questo e grazie a te, grazie alla tua presenza nella mia vita.
 

Ora ti chiedo di continuare a starmi vicino, anche se so che lo farai anche se non te lo chiedessi. non so come, sarà con la tua preghiera, con il tuo amore, con il tuo farmi ricordare i tuoi consigli… Ciao caro Maestro, guida, testimone, amico…”.

caro don Elvio, ancora prima di entrare in seminario sei stato per me una guida e un testimone. per la nostra Chiesa sei…

Pubblicato da Franco Esposito su Sabato 16 gennaio 2021