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Rosario dello Iacovo, 54enne di Secondigliano, lavorava come steward negli stadi inglesi prima che la Premier League venisse sospesa a causa del coronavirus. Ora è tra i 60 steward che lavorano a Londra all’interno dell’ospedale più grande d’Europa. Parliamo del Nightingale Hospital nella struttura Excel, dove sono previsti 5.000 posti di terapia intensiva e in prima linea per il Covid 19.

“Con la sospensione della Premier – spiega in un’intervista a ‘Il Corriere del Mezzogiorno’ – sono rimasto senza lavoro. Mi ero rintanato in casa da dieci giorni, un po’ come tutti gli italiani, quando ancora qui non c’era la percezione dell’emergenza. Ero un po’ in paranoia, l’ammetto, anche se ero impegnato a studiare Business Events Management perché frequento un’università per adulti”. Poi, la svolta: “È arrivato un sms sul telefonino dalla mia società di security e c’era la possibilità di lavorare in questo ospedale: non ci ho pensato due volte e non ho mai avuto paura di accettare il lavoro per via di un possibile contagio”.

Ora Rosario è in prima linea per la lotta al virus e racconta  l’esperienza in questa struttura ospedaliera, insieme anche a soldati dei corpi speciali di tutto il mondo: “Il 26 marzo sono stato il primo dei 50 steward che hanno aperto questo nuovo ospedale sul Royal Victoria Doch – spiega il 54enne al quotidiano -. Tutta Londra si era data appuntamento sui balconi, un po’ come è accaduto in Italia. Quando è stata aperta la struttura si è sentita un’eco incredibile: la città ci stava applaudendo. Come applaudono quando un paziente guarisce. In un ospedale del genere con medici e operatori sanitari c’è la possibilità del contagio, ma sono molto attento. I numeri a Londra sono allarmanti, ma non posso avere paura: si tratta del mio lavoro. Però mi manca tanto il calcio. Spero presto di tornare a respirare la magica atmosfera degli stadi inglesi”.