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Napoli – È sempre più un baratro senza fine quello in cui sembra essersi cacciata l’azienda di trasporto pubblico Ctp. Alcuni dipendenti della partecipata della Città Metropolitana di Napoli da alcuni minuti hanno deciso di barricarsi sul tetto del deposito di Arzano. E intanto il numero di bus in circolazione tra il capoluogo e la provincia è ormai ai minimi termini.

La protesta, stando a quanto riferiscono fonti sindacali, “parte dal mancato rispetto degli accordi stabiliti in sede prefettizia, nonché dalla mancata erogazione di cinque mesi di buoni pasto. Se si aggiunge poi che il servizio offerto alla cittadinanza è misero allora è il caso di preoccuparci“.

Peppe Ferruzzi del sindacato Usb non fa mistero delle proprie preoccupazioni: “Bisogna dire che tutto questo e altro, come il trasferimento delle indicizzazioni da Città Metropolitana verso Ctp attendono tempi biblici, che la manutenzione dei bus è un optional come la mancanza di sicurezza sugli stessi che vanno in linea, quei pochi, al limite dell’inverosimile, si aggiunge poi anche lo stato fatiscente delle strutture e degli immobili, che creano situazioni di pericolo che vedono cadere dai tetti calcinacci e acqua piovana“. Quello che si va profilando è dunque uno scenario da brividi: “Pensiamo che tutto sia un segnale inequivocabile che porta alle privatizzazioni più squallide“, conclude Ferruzzi. Sul posto sono intanto arrivati i vigili del fuoco e gli uomini della polizia di Stato.