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Napoli – 41 mesi di oblio. E’ questa l’estenuante attesa per conoscere le motivazioni di una condanna in primo grado a nove anni di carcere. Ad aspettare, nonostante i solleciti, è un direttore di banca la cui storia è raccontata oggi dal quotidiano Il Mattino.

La condanna è a nove anni di reclusione al termine di una inchiesta per truffa, sostituzione di persona, costruzione di falsi profili creditizi. A sollevare il caso è il penalista Luigi Pezzullo, che assiste la Unicredit Spa, che si è costituita parte civile nel processo a carico di un gruppo di imputati che avrebbero fatto capo all’ex direttore di filiale V.S. a sua volta ritenuto responsabile di una serie di raggiri.

Era il 15 aprile del 2016 quando la nona sezione penale del Tribunale di Napoli pronunciò la sentenza: giorno in cui il direttore venne condannato a nove anni di reclusione, a novemila di euro multa, nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, che per gli inquirenti è pari ad un milione e 300mila euro. Da allora, però nessuna novità: anni di processo e condanne di cui ancora non si conosce il motivo.