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Napoli – È stata inaugurata oggi “La Galleria del Tempo”, un percorso multimediale nella storia di Napoli che amplia l’offerta culturale del complesso di Palazzo Reale, alla presenza del direttore Generale dei Musei del MIC, Massimo Osanna e del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, accolti dal direttore di Palazzo Reale, Mario Epifani.

Il nuovo spazio espositivo di 1800 metri quadrati è allestito nelle suggestive Scuderie Borboniche, recentemente restaurate, realizzate nell’ultimo ventennio del XVIII e costituite da diciotto campate a volta, cadenzate da mangiatoie in pietra di Bellona.

“Accolgo sempre con gioia l’apertura di un nuovo spazio espositivo, – ha dichiarato Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei del MIC – che in questo caso ha una doppia valenza perché recupera una parte storica del complesso monumentale di Palazzo Reale come le Scuderie Borboniche. Al tempo stesso l’inaugurazione della “Galleria del Tempo” offre ai visitatori l’opportunità di avere una visione globale della storia della città di Napoli e del suo patrimonio culturale: archeologico, architettonico, museale e paesaggistico. Napoli sta vivendo una fase di rinascimento, supportata da iniziative che ampliano l’offerta culturale”.

La mostra permanente conduce il visitatore in un viaggio attraverso più di 2500 anni della storia della città di Napoli, a partire dall’età greco-romana fino all’inserimento del suo centro storico nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

“La millenaria storia di Napoli – ha ricordato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – è un’inesauribile fonte di racconto, tra mito e realtà, che ritroviamo in tante forme espressive. La ‘Galleria del Tempo’ rappresenta per questo motivo una straordinaria modalità di racchiudere la storia della nostra città nelle modalità multimediali che arrivano a varie fette di pubblico. Napoli ne aveva bisogno per i suoi cittadini ed i tanti turisti che potranno vivere un’esperienza unica”.

Il percorso si apre con l’esposizione di importanti reperti archeologici rinvenuti negli scavi dei cantieri della Metropolitana di Napoli che dialogano con installazioni multimediali e videoproiezioni che illustrano l’evoluzione urbanistica della città.

La rappresentazione multimediale di personaggi della corte angioina e quella aragonese, sotto forma di ologrammi, consente l’ascolto di dialoghi immaginari di Roberto D’Angiò con Simone Martini, Petrarca, Boccaccio e Giotto e di Alfonso d’Aragona con Sannazzaro e Pontano.

L’apparato didattico di testi e video ripercorre l’età vicereale e quella borbonica, delineate in un racconto per immagini evocative degli eventi storici e dei monumenti più significativi della città, contrappuntato da sculture ed elementi decorativi provenienti da chiese del centro storico.

Il Novecento è rappresentato da una selezione di estratti da capolavori cinematografici come Paisà e Le mani sulla città che illustrano la storia di Napoli nel passaggio cruciale dalla Seconda guerra mondiale agli anni del miracolo economico italiano.

Il percorso espositivo si conclude con la rievocazione dei suoni e dei colori di un vicolo del centro storico napoletano che ci proietta in una contemporaneità intrisa di tradizione, introdotta dall’opera in bronzo Testa di Pulcinella dell’artista Lello Esposito.

“Dopo la recente apertura dei nuovi spazi espositivi nell’Appartamento Storico, in cui è allestita la mostra di Dante, – racconta il direttore Mario Epifani – Palazzo Reale triplica l’offerta per i visitatori restituendo un altro importante luogo storico alla fruizione. La ‘Galleria del Tempo’ è un vero e proprio museo della città, grazie alla quale è possibile avere una visione globale della sua storia e del suo straordinario patrimonio. Come regalo di Natale, ai napoletani e ai turisti, abbiamo deciso di lasciare inalterato il costo del biglietto a 6 euro per tutto il periodo delle feste”.

Il progetto è stato ideato da Gregorio Angelini, già Direttore regionale dei beni culturali della Campania, che ha curato il coordinamento scientifico con la consulenza storica di Guido D’Agostino, già professore ordinario di Storia moderna e Storia del Mezzogiorno all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la direzione dei lavori di Catello Pasinetti (sezione architettonica) e Daniela Giampaola (sezione archeologica) e realizzato grazie a un finanziamento del Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” 2007-2013. La progettazione dell’allestimento è firmata da Luigi Di Vito, Giovanni Di Vito e Antonietta Groia dello Studio Vitruvio di Potenza e il coordinamento dei lavori nei mesi precedenti all’apertura è stato curato da Almerinda Padricelli.