Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli – Uno schianto devastante, che non lasciò alcuna possibilità di scampo all’anziana signora che proprio in quel frangente stava attraversando la strada. In quella maledetta mattina del 3 gennaio scorso il 64enne Gennaro Minopoli, impiegato comunale in servizio all’unità operativa Vomero della polizia locale, si trovava al volante della propria Smart e mai avrebbe pensato che una leggerezza l’avrebbe portato alla sbarra con al pesantissima accusa di omicidio stradale. Al termine del processo di primo grado celebrato con il rito ordinario, il vigile di Mugnano è però riuscito a cavarsela con una condanna a dir poco mite: due anni, a fronte di una richiesta di quattro avanzata dal pubblico ministero.

Minopoli, dal canto suo, nel corso del processo ha sempre manifestato tutto il proprio dolore per quanto accaduto. Il 64enne ha infatti più volte chiesto scusa ai parenti di Rosetta Pilotta, la vittima, ma ha anche ribadito di essersi da subito attivato per soccorrere l’anziana donna, chiamando il 118 e rimanendo sul posto fino all’arrivo dei soccorsi. Per la malcapitata non ci fu purtroppo nulla fare: morì dopo sette giorni di agonia a causa dei gravissimi traumi riportati.

Concluse le indagini preliminari, Minopoli è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio stradale. Dalla lettura del capo di imputazione si apprende infatti che «procedendo alle 10,45 del 3 gennaio 2019 alla guida del veicolo Smart “ForTwo” lungo via Scarlatti, altezza civico 45, omettendo di fermarsi e dare precedenza al pedone Rosetta Pilotta, la quale aveva impegnato l’attraversamento pedonale all’incrocio tra via Scarlatti e via Morghen, poneva in tal modo in essere le condizioni per l’investimento della donna, che veniva colpita con un violente urto e scaraventata sul manto stradale». L’impatto fu devastante, le conseguenze letali: «La vittima riportava una frattura occipito-temporale sinistra con emotimpano ed emorragia subaracnoidea, evento dal quale derivava un’insufficienza multiorgano». Fuori dal gergo medico, il trauma cranico riportato dall’anziana donna fu così grave da non lasciarle alcuna possibilità di sopravvivenza. Ciò nonostante Minopoli se l’è cavata con una condanna a due anni.

Riceviamo dalla segreteria del sindacato Csa e di seguito riportiamo: “In riferimento all’articolo postato sul vostro sito e sulla vostra pagina facebook si richiede urgente modifica in quanto il soggetto indicato nell’articolo non è assolutamente mai stato un appartenente alla polizia municipale di Napoli ma trattasi bensì di un dipendente Lsu del Comune di Napoli”.