Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli – Sarà un mezzogiorno di fuoco quello del 3 giugno in Consiglio comunale. Il notaio varcherà la soglia della Sala dei Baroni alle ore 12 in punto. Fissato stamattina dai consiglieri comunali di centrodestra l’appuntamento con il notaio Giampiero De Cesare: mercoledì sarà in Aula per convalidare la raccolta firme per le dimissioni finalizzate allo scioglimento del Consiglio.

E così mettere nero su bianco la sfiducia al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e alla sua amministrazione. Pronti alla firma Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. D’accordo con la prassi di depositare le firme al notaio, piuttosto che con la mozione di sfiducia, si erano detti anche i Cinque Stelle, mentre secondo quanto trapela in queste ore potrebbero aggiungersi anche alcuni consiglieri del gruppo misto.  Messi alle strette ora anche Pd e Italia Viva che fino a questo momento hanno traccheggiato giocando al gatto e al topo e buttando la responsabilità della sfiducia  l’uno nel campo dell’altro.

“Con le firme depositate direttamente al notaio – spiega il capogruppo di Forza Italia, Stanislao Lanzotti –  si evitano sotterfugi e discussioni strane, ognuno ci mette la faccia. Si vedranno chiaramente le magliette degli avversari e degli alleati”. Proprio i forzisti avevano già dato l’ultimatum al sindaco nella scorsa seduta avanzando quattro proposte per la fase di ripartenza della città: l’utilizzo del patrimonio comunale per generare cassa, una grande spiaggia cittadina da Mergellina a via Partenope, l’uso gratuito di suolo pubblico per 6 mesi ai piccoli ristoratori, sostegno economico ai comparti di eccellenza del turismo partenopeo.

Proposte che a distanza di giorni non sono state né ascoltate, né accolte. Così ora si è deciso di passare dalle parole ai fatti. Ovvero quello che in pratica avevano chiesto invece di fare al sindaco, senza ottenere alcun risultato.