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Napoli – Più di 20 mila persone hanno popolato il Rione Sanità. Sono le cifre del successone della nuova “Notte bianca”, andata in scena domenica sera nel popolare quartiere  napoletano che al calare della sera si è illuminato per una notte di festa, musica, cibo e shopping. Entusiasta il sindaco Luigi de Magistris per un Rione Sanità “più vivo che mai, come mai lo era stato prima d’ora”. Un successo che cambia, secondo il primo cittadino, la narrazione che dipingeva storicamente il quartiere come “un luogo buio, ricurvo, impenetrabile”. Ora è “un quartiere pieno di luci, di caos energico, di musica, cibo, umanità e voglia di riscatto. Ieri sera ha dimostrato il suo orgoglio identitario, ha mostrato al mondo di avere un’anima, un’anima bella”.

Dello stesso avviso anche Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità (alla quale afferisce il Rione Sanità). “Almeno 20mila persone ieri sera per la Notte Bianca al Rione Sanità – scrive su Facebook – turisti da ogni parte del mondo, tantissimi napoletani che non avevamo mai visto il quartiere, 70 artisti, 6 palchi. Tutti i giorni lottiamo per una città migliore, ogni tanto ci concediamo anche il lusso di festeggiare. Pochi anni fa sarebbe stato inimmaginabile un evento del genere in questi luoghi, oggi invece, come è tradizione la camminata tra i pastori di San Gregorio l’8 dicembre, è tradizione altrettanto venire alla Sanità per festeggiare e sentire l’energia della città”.

Un Rione Sanità che brilla nella notte. Ma se è vero il detto che non è “oro tutto quello che luccica” forse dietro queste grandi manifestazioni, che di sicuro fanno bene al quartiere e alla città, si possono annidare dei problemi per il futuro. Napoli di fatto sta vivendo un boom turistico che è innegabile a prescindere dai colori politici e dalle opinioni sulla giunta De Magistris. Ma il turismo di massa, se non controllato, nell’era del neoliberismo può sfociare nella gentrificazione. E’ un’astrusa parola derivante dall’inglese gentrification, che applicata al turismo indica un pericoloso processo di trasformazione urbanistica e sociale che avviene quando un quartiere popolare, a causa di un’aumentata valutazione degli affitti in questo caso provocata dalla speculazione economica per la creazione dei B&B, si può trasformare in una cupola di vetro costruita ad uso e consumo del turismo mordi e fuggi. Come già sta succedendo da anni a Venezia e Firenze. Dei centri cittadini trasformati in musei a cielo aperto, con tanto di ticket costosi di ingresso, e inaccessibile agli altri. Residenti compresi che, a causa dei prezzi gonfiati ed improponibili, sono costretti alla fine a trasferirsi nelle periferie che si allontanano sempre di più dal centro città e diventano provincia. E’ questa dunque la sfida per Napoli. Non farsi trasformare dal turismo ma vivere con il turismo.