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Napoli – Parte dal 1954 la lunga storia del “Premio Napoli”, ha ricordato la presidente Elena Coccia aprendo la riunione dedicata all’omonima Fondazione, presieduta dal dicembre 2016 da Domenico Ciruzzi. Un percorso di tempo e di cultura iniziato a metà degli anni Cinquanta, quando presidente della Fondazione era Achille Lauro e i primi vincitori furono Vincenzo Cardarelli e Dino Buzzati, e giunto fino a oggi nella prestigiosa sede all’interno di Palazzo Reale, fresca di ristrutturazione e di contratto di locazione.

Un risultato non da poco, ottenuto al termine di una lunga vicenda di precarietà durata decenni e risolta grazie all’impegno del nuovo presidente e della sua squadra, che ne hanno voluto fare un luogo aperto a tutti, con caratteristiche lontane dall’idea di “salottino d’élite”, ricostruendo la rete di circa mille lettori distribuiti tra centro e periferia, con una massiccia partecipazione registrata proprio nelle zone lontane dal cuore della città. Qui, numerose, sono state arruolate tante docenti di istituti scolastici, che ricoprono il ruolo di coordinatrici dei comitati di lettura; un impegno di promozione di idee e progetti che si affianca a quello dei giudici lettori della giuria popolare che sceglie i vincitori del premio. Tre attualmente le sezioni: poesia, narrativa e saggistica, per ognuna delle quali viene proposta dalla giuria tecnica una terna di nomi.

La partecipazione attiva dei lettori e l’idea di farne una comunità rendono viva la prestigiosa sede di Palazzo Reale, dove è possibile incontrare scrittori italiani e stranieri e partecipare ai tanti eventi che, ha spiegato Domenico Ciruzzi, si spera di organizzare sempre più numerosi. Un altro dato soddisfacente viene dalla grande partecipazione degli studenti, soprattutto di quelli delle scuole di periferia, in occasione degli incontri con la terna dei finalisti e il comitato di lettori: un dato che fa riflettere e incoraggia la scelta di dialogo formativo intrapresa negli ultimi anni anche con iniziative come la donazione di volumi alle biblioteche municipali e, ultima in ordine di tempo, l’inaugurazione della nuova biblioteca al Policlinico della “Federico II”.

Resta, invece, come novità non positiva, la decisione della Camera di Commercio – che insieme a Comune, Regione e Città Metropolitana siede nel Consiglio di Amministrazione – di uscire dalla Fondazione. Una scelta presa negli anni del commissariamento dell’ente di Piazza Borsa e riconfermata di recente, ma che si spera di riuscire a far rientrare per rafforzare l’impegno della Fondazione a favore della diffusione della cultura partenopea. Secondo il presidente, infatti, è innegabile il dato del ridotto spazio dedicato dall’informazione alla produzione culturale di Napoli e più in generale del sud del Paese. Così il Premio Napoli, unico premio letterario interamente a carattere pubblico, cede il passo della notorietà ad altri riconoscimenti privati, gestiti interamente dalle case editrici; una tendenza che si vuole invertire chiamando a raccolta scrittori ed editori locali.