Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli – Parte dal capoluogo piemontese l’indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Repubblica di Torino ma coinvolge anche Roma e Napoli. Migliaia di profili di giocatori on-line sono stati violati, sessanti siti di gioco sono stati congelati e una decina di sale scommesso sono state coinvolte nell’indagine.

Alcuni mesi fa la Guardia di Finanza torinese aveva denunciato i due titolari di una sala scommesse illegale, , nel quartiere Lingotto. Secondo le indagini i due avevano predisposto le loro piattaforme di gioco in modo tale da memorizzare i dati sensibili di accesso ai conti gioco aperti dai clienti, senza l’immissione di password personali, per poterli poi utilizzare a loro insaputa. La truffa ideata, oltre ad aggirare l’apparato concessorio dei Monopoli di Stato, ha causato una vorticosa falla nell’intero database che avrebbe dovuto garantire la riservatezza dei dati personali dei clienti, invece, così facendo, era possibile accedere ai singoli profili, e di conseguenza ai conti gioco, cliccando sulla sola userid del cliente.

 Ad aggravare la posizione dei concessionari la creazione di 60 siti denominate Skin che attraverso i punti di ricariche (PVR) presenti sul territorio consentivano di ricevere scommesse su canale di raccolta fisica senza aver pagato la relativa concessione statale, che per tale attività ammonta a 6.000 euro a punto vendita. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e condotta dai Finanzieri del Gruppo Torino, è culminata questa mattina con decine di perquisizioni nelle provincie di Roma, Napoli, Milano, Palermo e Teramo e Torino. A finire sotto inchiesta i due rappresentati legali dei concessionari statali con sede a Roma e Napoli nonché l’amministratore di una terza società Milanese in quanto è risultata affiliata ad uno dei concessionari.