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Napoli – Due ore di interrogatorio in procura a Napoli per Tony Colombo, il cantante neomelodico, sposo di Tina Ripoli, vedova di un boss della camorra, indagato dopo il concerto show a piazza del Plebiscito il 27 marzo, non autorizzato dal comune di Napoli, dove l’evento era registrato come un flash mob. Oltre a lui è stato ascoltato anche l’altro indagato Claudio De Magistris, fratello del sindaco Luigi, che sarebbe stato contattato da Tony Colombo e al quale avrebbe indicato due membri della segreteria del sindaco di Napoli ai quali rivolgersi per ottenere le autorizzazioni per un flash mob in piazza del Plebiscito.  Dagli atti sequestrati dai magistrati risulterebbe però che la richiesta di disponibilità di piazza del Plebiscito era da intendersi dalle 18.30 alle 23, circostanza che, secondo l’accusa, “escludeva implicitamente la natura estemporanea dell’evento”. Ciò nonostante un membro della segreteria del sindaco avrebbe qualificato l’evento come flash mob nelle mail inviate alla Polizia municipale di Chiaia, competente per la piazza, procurando a Tony Colombo “un ingiusto vantaggio patrimoniale” potendo svolgere una manifestazione musicale senza le autorizzazioni imposte dalla legge. Sono al vaglio anche le posizioni di cinque agenti municipali che non avrebbero disposto l’interruzione della manifestazione musicale, pur avendo la stessa “travalicato i limiti di mero flash mob e risultando non autorizzata”. Oltre a loro due sono altri sei gli indagati. Nel registro degli indagati vennero iscritti anche Sarah Terracciano, presidente della Commissione pubblico spettacolo del Comune, e Mafalda Fasanella, componente la segreteria del sindaco e dell’ufficio cinema. Per loro si ipotizza il reato di abuso di ufficio in concorso. Per omissione di atti di ufficio, invece, sono indagati il comandante della polizia municipale del quartiere Chiaia, Sabina Pagnano, il capitano Giovanni D’Ambrosio e altri tre agenti della Polizia Locale.