Parco Virgiliano, rabbia Municipalità 1: “Degrado totale mentre Dema pensa ad altro”

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Napoli – Per lo storico polmone verde di Posillipo sembra proprio non esserci pace. Dopo gli interventi “tampone” realizzati in occasione delle Universiadi per mettere in sicurezza l’area, la situazione è tornata di nuovo ad aggravarsi. Incuria e assenza di manutenzione, neanche a dirlo, sono i due principali fattori al banco degli imputati.

E sotto accusa finisce ancora una volta il Comune, oggetto di un duro attacco da parte della Municipalità 1: «Il degrado del Parco Virgiliano – dichiarano il presidente Francesco de Giovanni e l’assessore Fabio Chiosigrida vendetta. Ormai il verde è completamente bruciato, gli alberi cadenti e non potati adeguatamente. Per non parlare della scandalosa situazione dei servizi igienici non funzionanti e utilizzati lo stesso dall’utenza, con tutte le conseguenze ben immaginabili».
I due esponenti della “giuntina” non fanno dunque mistero del proprio malcontento. Uno dei luoghi più belli, più suggestivi della città, «che offre ai tanti fruitori del parco uno spettacolo orribile, indegno anche di una città del terzo mondo. Il parco Virgiliano – ragionano il presidente e l’assessore della Municipalità Chiaia-San Ferdinando – era un luogo incantevole, nato per ricordare i caduti nella Grande Guerra da cui il nome parco della Rimembranza. Era un gioiello naturalistico che l’amministrazione comunale ha scientemente abbandonato e condannato al degrado più assoluto. Sporcizia, erbacce, verde incolto, aree interdette al pubblico sono lo spettacolo che si staglia innanzi ai visitatori»
Ed è a questo punto che arriva l’attacco ad alzo zero nei confronti dell’amministrazione centrale e del primo cittadini Luigi de Magistris: «Tutto ciò avviene mentre nelle stanze di Palazzo San Giacomo, incuranti della città, stanno provando a vendersi a chiunque per evitare la fine politica del sindaco, lavorando di fantasia arrivando a elemosinare accordi elettorali anche con i più acerrimi avversari puntualmente rispediti al mittente. Lo diciamo ormai da tempo – concludono de Giovanni e Chiosi – che Napoli è una città disamministrata e completamente distrutta dall’esperienza arancione. Auspichiamo che questa nefasta esperienza volga al termine».