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Napoli – La commissione Politiche urbane, presieduta da Eleonora de Majo, ha oggi incontrato nuovamente l’assessore Piscopo e il dirigente del servizio Pianificazione urbanistica generale Ceudech per discutere della delibera sugli Indirizzi per il Piano Urbanistico Comunale.

Il terzo incontro sull’argomento – le precedenti riunioni si sono svolte il 13 marzo ed ieri, 20 marzo – ha visto riproposte tutte le questioni, prevalentemente di carattere procedurale, sulla delibera. Questa arriverà alla discussione in Consiglio, ha detto la presidente de Majo concludendo la riunione, dopo una discussione che comunque è stata utile perché ha permesso di chiarire le posizioni che si esprimeranno, accanto ai contributi di merito, in Aula.

Nel dibattito, i consiglieri hanno riproposto i principali temi affrontati nelle precedenti riunioni: per Brambilla (Mov. 5 Stelle) la delibera sugli Indirizzi è un tentativo per bypassare un termine, quello del 31 marzo, con un atto, chiamato di indirizzo, che in realtà, a tener conto della legge di riferimento, costituisce una piccola parte, il documento strategico, del Preliminare di Piano; il percorso per la redazione del DUP non è iniziato finora, tanto che mancano elementi obbligatori quali, innanzitutto, la partecipazione prevista per legge; Lebro (La Città) ha ribadito che il documento di Indirizzi ha il carattere del documento politico dell’amministrazione; la delibera che lo contiene non può essere considerata l’inizio del percorso di redazione del Piano, sul quale si è accumulato un ritardo molto grave, e ciò perché mancano i suoi elementi sostanziali, innanzitutto la partecipazione prevista per legge delle università, delle categorie professionali, della città; per Palmieri (Napoli Popolare) la ristrettezza dei tempi a disposizione per l’analisi del documento condanna alla superficialità qualsiasi posizione, sia a favore che contro, sulla delibera di indirizzi; non emendabile, per Venanzoni, un documento nato soltanto per scongiurare il commissariamento da parte della Regione: in altri casi diverso è stato il modo di procedere dell’amministrazione; per Andreozzi (Dema) è stata sprecata l’occasione di entrare nel merito, con proposte concrete, di un documento che è comunque di grande valore e punto di partenza per avviare i percorsi di partecipazione e di coinvolgimento della città; per Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) è importante avviare in modo partecipato il percorso su un atto così importante per il futuro della città, considerando anche alcuni elementi quali il numero esiguo di Comuni che hanno completato il percorso e la disponibilità manifestata dall’assessore regionale a considerare, accanto al commissariamento, percorsi di affiancamento.

Nel corso della riunione, il dirigente del servizio Pianificazione urbanistica generale Ceudech ha fornito chiarimenti sul lavoro tecnico fatto dagli uffici premettendo che finora tutte le Varianti approvate, anche quella per il Centro Storico, hanno avuto alla base un indirizzo del Consiglio; che il documento di Indirizzi non contiene le specifiche tecniche che invece dovranno essere presenti nel Preliminare, con il quale non va confuso; che gli uffici hanno finora lavorato per mettere a sistema tutta la parte conoscitiva, che sarà la base del Preliminare, nel quale dovrà essere riportata la mappa di tutte le trasformazioni urbane intervenute successivamente all’approvazione del PRG del 2004.

L’assessore Piscopo ha ricordato che l’inizio del percorso per l’approvazione del piano per la Variante occidentale nel 1998 fu incardinato con una delibera di indirizzi sottoposta al Consiglio; che le fasi attraverso le quali deve passare la redazione del Piano Urbanistico Comunale sono fissate nella normativa regionale del 2011; la legge esplicitamente fa del Preliminare di Piano un documento diverso dal documento di Indirizzi; la partecipazione da attivare è normata proprio in riferimento al Preliminare, non prima; il documento di Indirizzi viene proposto al Consiglio proprio perché il Preliminare stesso possa contenere le indicazioni delle forze politiche e le linee di indirizzo, sulle quali sarà impostato, non siano di parte.