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NAPOLI – A Manfredi, come al Fabietto di Paolo Sorrentino de “E’ stata la mano di Dio”, la realtà non piace più. Tant’è che, seduto accanto ai ministri Mara Carfagna e Luigi Di Maio, a Napoli per il tour di presentazione del Pnrr “Italia domani”, dice e ridice che la sua ambizione è proprio questa: “Non dobbiamo accontentarci di spendere: dobbiamo trasformare la realtà”.

Di sicuro al sindaco di Napoli fa da ispirazione il polo della Federico II a San Giovanni a Teduccio, “esempio – come dice il suo successore a capo del rettorato dell’ateneo federiciano, Matteo Loritodi come si spendono i fondi europei”. Ma, ad oggi, già solo spenderli i fondi del Pnrr che promettono Carfagna e Di Maio sembra tanto.

E già: perché i nodi rimangono sempre gli stessi. Primo tra tutti, avere una macchina amministrativa all’altezza per “mettere a terra” con progetti e cantieri i soldi che l’Europa mette a disposizione (“25 miliardi di euro già sono arrivati – si esalta l’ex gilet giallo Di Maio – prima era il valore di una intera manovra. Ora è solo un acconto di ciò che dovremo avere”).

L’organico di Palazzo San Giacomo è giudicato del tutto inadeguato: “Poche persone al lavoro, età media elevata, poche competenze”, lamenta la realtà ‘Fabietto’ Manfredi. Tanto che, a un certo punto, ‘Dorian’ Di Maio, per dirla con l’ultima vignetta di Makkox che ne sottolinea lo sdoppiamento della personalità, disconosce come nulla fosse anche il voto grillino a Quota cento dei tempi del governo giallo-verde. E gli dà ragione: “Eh già, Gaetano! Come hai detto, i piani di pensionamento anticipati non hanno aiutato…”.

E comunque: una risposta cerca di darla la Carfagna rendendosi conto che “la rete di protezione finora creata dal Governo non è sufficiente. Per questo pensiamo anche a Centri di competenza territoriale da creare in sinergia con le Università“.

Di Maio avverte, in ogni caso, che “le forze speciali arriveranno. Ma, a quel punto, non dovranno esserci gelosie tra istituzioni e tra pubbliche amministrazioni” su chi e cosa deve fare.

E a tal proposito: all’opposizione dei Maresca boys & girls che chiede una commissione consiliare ad hoc per il Pnrr, Manfredi non dice no. “Non ne abbiamo discusso, le commissioni ancora non sono state formate. Ma c’è un clima di collaborazione”. Andando a vedere il film di Sorrentino, Manfredi sa che Fabietto, per cambiare la realtà, non ha dovuto “disunirsi”.