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Napoli – Era l’11 novembre 1989, un sabato sera qualsiasi d’inizio inverno. Come un sabato qualsiasi i bar e le strade di Ponticelli erano affollate per chi si concedeva il meritato riposo, magari dopo un intensa settimana di lavoro. Un giorno qualsiasi che presto diventò uno dei giorni più bui per Napoli Est e per l’intera città metropolitana.

Erano le 18,30 a Ponticelli, quando un commando di camorra entrò nel Bar Sayonara, in pieno centro del quartiere, sparando all’impazzata. Il tragico epilogo fu di 6 morti, 4 di questi totalmente estranei alla camorra. Tra i feriti, rei di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato c’era anche una bambina.

Quel giorno la camorra dimostrò tutta la sua brutalità, lasciando sgomento nel quartiere e in tutta la città. Solo ventuno anni dopo, nel 2011, fu arrestato colui che venne ritenuto il mandante, Ciro Sarno, all’epoca boss.

Oggi sono passati ben 30 anni dalla strage, ma in città quella giornata la ricordano ancora come fosse ieri. Questa mattina, per il 9° anno consecutivo, l’associazione Libera è scesa per le strade di Ponticelli, insieme agli attivisti, studenti, bambini, cittadini e parenti delle 4 vittime innocenti, per ricordare quella tragica giornata.

Io lotto e mi ribello..Grido per coloro che non han più voce perché l’han persa urlando e piangendo o per quelli che han dimenticato di averla.” E’ questo il messaggio che si legge sulle pagine social di Libera Campania, l’invito, ancora una volta, è affinchè non si perda la memoria per far sì che giornate come quella dell’11 novembre 1989 non si ripetano mai più.

Di Alessio Liberini